Come Orlando (PD) ha salvato Salvini e come i tribunali hanno capito che non va preso sul serio

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di Luigi Basso – Correva l’anno 2015, allorquando il Ministro della Giustizia del Governo Renzi, il PD Orlando, dava alle stampe la mini riforma della Giustizia su delega del Parlamento votata nel 2014.
Uno dei punti cruciali di quella mini riforma era l’eliminazione dei processi penali legati a fatti di particolare tenuità, attraverso la pronuncia di assoluzione sussistendo la suddetta speciale causa di non punibilità.
La particolare tenuità si ha dinanzi ad episodi isolati, poco gravi considerata anche la personalità del reo, tali da non costituire una serie minaccia per il bene giuridico protetto dalla norma: in questi casi, l’effetto sanzionatorio e riparatorio può ben essere raggiunto con altri strumenti, in primis quello della causa civile per il risarcimento dei danni morali, per esempio.


All’epoca Salvini e la Lega sbraitavano che la mini riforma Orlando sarebbe stata la pacchia dei criminali (https://www.affaritaliani.it/cronache/giustizia-via-alla-depenalizzazione-delinquenti021214.html).
L’altro giorno il Tribunale di Torino ha assolto per la particolare tenuità del fatto Salvini dall’accusa di vilipendio: vedremo le motivazioni, ma dai primi commenti pare che il ragionamento ineccepibile del Tribunale sia stato quello di derubricare il fatto al rango di sparata da bar, da non prendere sul serio.
Oggi Salvini, dando l’ennesima prova della coerenza che lo anima, incassa l’assoluzione basata sulla norma voluta da Orlando e ringrazia giulivo come se nulla fosse, senza neanche rendersi conto che pure i tribunali hanno capito che non va preso sul serio.

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