Ci mancano solo i manifesti “Anche i ricchi piangano” poi siamo a posto

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di Stefania Piazzo – Non c’è analista politico che non sottolinei la capacità della sinistra di restare ancora divisa, polverizzata nelle ideologie residue e di spianare così la strada così alla destra. I manifesti del Pd poi fanno il resto, da soli. Ribattono come in una partita a ping pong al programma della destra su temi che gonfiano il consenso degli avversari: lo ius scholae, “Chi studia in Italia è italiano”, come se non avessero ancora capito che sul tema dell’immigrazione va veloce il veliero populista alla conquista del ceto medio macerato dalle tasse, dai servizi scadenti, dalle case popolari che non ci sono per tutti, dalla scuola che non istruisce…

Berlusconi promette 1000 euro di pensione per tutti? E allora il Pd dice “Un mese di stipendio in più”. “Mai più finti stage”. Flat tax per tutti al 23%? Il Pd replica: “Affitti più bassi per i giovani”. Oppure “La casa è un diritto”. Come dire che il sole è in cielo, il cielo è blu e la notte splende la luna. La casa è un diritto, lo è il lavoro, lo è la scuola. Il punto è: Chi lo afferma è anche poi capace di realizzarlo? Capiscono quello che scrivono?

Esiste un populismo di destra e uno di sinistra. Esiste la competenza, a destra e a sinistra? Il 25 settembre chi vincerà incasserà il successo per sfinimento dell’elettorato che per esasperazione e inerzia voterà chi riterrà meno peggio, o vinceranno i capaci?

Per capaci si intende anche quelli di costruire e tenere insieme una coalizione attorno ad una certa idea di Stato, di economia, di Europa.

Che la partita al centro sarebbe stata importante lo si era capito già tempo fa, quando si ventilava di un ritorno al proporzionale. Perché, comunque vada, ci scommettiamo la macchina che maggioranze coese e omogenee non ce ne saranno al governo. I provvedimenti passeranno sempre lisci o avranno bisogno della terza gamba Calenda-Renzi?

A destra c’è l’ex centro di Forza Italia, con Berlusconi che va verso i 90. C’è la Lega che copiando la destra della Meloni e inseguendo ciò che chiede il popolo sui social ha finito per essere facilmente bypassata dalla destra vera, che ha studiato e ha una storia. E Fratelli d’Italia che autonomia potrà concedere alla Lega di Prima gli italiani? Già Zaia ha precisato: “Noi abbiamo un’altra storia”, un’uscita che è una via di mezzo tra il riaggregare l’elettorato scontento della Lega e il mettere le mani avanti in caso di imprevisti.

A sinistra c’è da piangere. Anti e pro su tutto sono insieme. Manca solo il manifesto “Anche i ricchi piangano” e poi il cerchio è chiuso. Fin che la barca va.

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