CHE SCOPPOLA! IL CENTRODESTRA PERDE A ROMA E TORINO. LA LEGA NON PASSA NEANCHE A VARESE

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di Stefania Piazzo – Niente di nuovo sotto il sole. Lo si poteva prevedere. A Roma Gualtieri straccia Michetti. A Torino Lo Russo fa mangiare la polvere a Damilano. A Varese la Lega perde per la seconda volta e il giovane Bianchi resta dietro a Galimberti.

Matteo Salvini, che in previsione della Waterloo, non aveva fissato alcuna conferenza stampa in via Bellerio, si limita a dire che “gli elettori hanno sempre ragione”. Ma non può bastare, questa volta, dopo l’altra prima scoppola, a Milano. E’ vero che la capitale lombarda non è mai stata di centrodestra, ma la debolezza degli uomini, con partiti a loro volta deboli, deboli di programmi, deboli di classe dirigente, deboli di scuola politica, deboli di comunicazione (non si vince sui social), deve portare ad una presa di coscienza che la politica è in crisi. Lo è anche a sinistra, perché c’è poco da ridere con meno della metà degli elettori al ballottaggio.

Pochi hanno votato al primo turno, meno ancora dei pochi al secondo.

La democrazia è profondamente in crisi. La sinistra con poco di più si è portata a casa Napoli, Bologna, e a Trieste è tutto ancora in forse.

I populismi hanno il fiato corto, non si può andare al governo ed entrare e uscire come da una porta girevole di un outlet.

Salvini aggiunge anche altro però, spostando l’attenzione sul ministro Lamorgese piuttosto che sul groviera che è oggi la sua Lega nazionale. Dice: “Fare una manifestazione di partito e di parte il sabato pre-elettorale e usare idranti e lacrimogeni contro i portuali il lunedì del voto non mi sembra sano e non mi sembra normale, facciamo un incontro con la ministra Lamorgese perché se la gestione dell’ordine pubblico è questa non andiamo incontro a un periodo facile”.

Bloccare un porto forse poteva essere un tempo una cosa di sinistra, oggi è di destra. Perché è la destra dichiaratamente contro i vaccini, contro i green pass. Dichiararsi free pass è una ambiguità che non ripaga. Non ripaga nemmeno affermare che sono fascisti quelli che si dichiarano antifascisti e che vanno in piazza contro l’aggressione alla sede della Cgil. Devastata quanto basta.

Di certo non è il Pd che frequenta Forza Nuova o Jonghi Lavarini. O che afferma – che errore…. – che la matrice non è certa.

Ma non è neppure per le inchieste di Fanpage e per la manifestazione di sabato 16 ottobre che il centrodestra ha perso. Ha perso perché si è chiuso un ciclo, perché l’ancora del populismo non tira fuori dalle secche e non rilancia il Paese. Il problema è non avere gli uomini, e questo grigiore ha fatto sì che anche uno bravo come il candidato di Varese, Matteo Bianchi, abbia pagato per una sconfitta figlia di una Lega complessivamente debole, divisa, schiacciata su una leadership che un giorno è carne e l’altro pesce.

La gente si astiene, preferisce non perdere tempo dietro a chi non convince. La competenza è andata a quel paese. Tra qualche mese scopriremo se ha vinto il meno peggio. Non ha vinto nessuno, ma questo non lo dirà, appunto, nessuno.

Nel futuro prossimo c’è il voto per il Quirinale, chi sbaglierà di più?

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