“Autonomia-turbo” di Salvini e Calderoli sbanda alla prima curva

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di Roberto Gremmo – Con l’ottimismo di sempre, nella baldanzosa intervista dei giorni scorsi a “Libero”, il ministro Calderoli aveva definito la sua riforma sedicente autonomista un “turbo”, uno sfrecciante, rapidissimo ed inarrestabile strumento per il rinnovamento del Paese.

Il veicolo magico e’ sbandato alla prima curva.

Le sue quattro gomme sono state bucate dai chiodi a tre punte lasciati in strada dai fedeli alleati di Donna Giorgia.

Certo, le palate di fango gettate dai viceré post-borbonici hanno dimostrato che la strada del turbo-berghem progetto volante sarebbe stata piena di ostacoli, con guastatori pronti ad ostacolarne il viaggio mettendo sabbia nei motori, ma pensavamo che i pretesti della demagogia meridionalista sarebbero stati neutralizzati dalla sempre sbandierata compattezza dei soci politici della coalizione che ha espresso Calderoli ministro.

Invece il siluro, quello che ferma un viaggio già di per se periglioso, è partito proprio dai burocrati e dai politici più legati al partito infiammato che, pur sostenendo a gran voce d’essere perfettamente d’accordo, hanno gettato addosso al ministro valligiano, la barriera perfetta per interrompere la “lunga marcia” verso il miraggio d’una nuova Italia federalista.

Non potendo, come certo vorrebbero, sferrare un attacco frontale (lasciando tale incombenza ad un PD allo sbando, ai guastatori per vocazione Renzi e Calenda ed ai paladini dell’assistenzialismo a cinque marce) gli amici stretti della Presidentessa hanno chiesto (ci dicono imposto) di legare l’iter legislativo sulle autonomie differenziate ad altre, più impegnative, misure che per la loro approvazione richiedono tempi più lunghi.

Che qualcuno spera siano biblici, se non tombali.

Perciò il turbo di Calderoli non potrebbe più partire da solo, ma unito al convoglio del presidenzialismo, con aggiunta di ulteriori privilegi per Roma capitale.

Chiaro?

Come nota Giacomo Salvini sul “Fatto Quotidiano” “legare il presidenzialismo all’autonomia significa buttare la palla in tribuna”.

Per le camicie verdi convertite al nazionalismo sarà molto difficile sbandierare prima del voto lombardo il miraggio 

Ci guadagneranno, e non poco, i loro critici più diretti. Purché riescano e vogliano farsi sentire.

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