15 settembre, io c’ero

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di Pier Luigi Crola – 25 anni fa si verificava un evento “storico”: Umberto Bossi proclamava l’Indipendenza della Padania. Un momento unico, irripetibile che mi lascerà un segno indelebile per tutta la vita.

Questo fatto però, non è stato un momento isolato di folklore da quattro soldi.

Alle spalle c’era un grande lavoro che aveva portato alla costruzione di una vera società alternativa: sindacati, Confindustria, mass media (radio, giornale e televisione), banca, associazioni ed eventi sportivi (la nazionale Padana 3 volte campione del mondo delle nazioni non riconosciute, il giro ciclistico della Padania, riconosciuto persino dai vertici sportivi italiani), un Parlamento e una serie di associazioni che coprivano tutti i settori della società (dal volontariato alla cultura), tutte rigorosamente Padane.

A distanza di 25 anni il sogno sembra essersi spezzato, ma io credo che sia solo un intoppo momentaneo, anche se serio.

Ed una delle principali cause è il tradimento di un capopopolo che, per motivi fin troppo scontati, ha barattato un sogno di molti con dei seggi nel Parlamento “straniero” per pochi nominati da lui stesso.

Potrebbe essere una strategia: prendere il potere camuffandosi da italiano per poi riportare al centro la questione padana. Purtroppo non è così: il referendum per l’autonomia (blanda) della Lombardia e del Veneto sono ormai un pallido ricordo, il Ministro per le Autonomie Erika Stefani ha fatto poco più che niente, e persino le leggi della Regione Lombardia sulla tutela e valorizzazione delle lingue locali e l’operato dei relativi assessori sembrano solo operazioni di facciata. Ma niente di concreto.

L’autonomia e l’attenzione alle culture e identità locali sembrano sostituite da altri obiettivi, che nulla o poco hanno a che fare con la Padania direttamente: la limitazione della immigrazione, il DDL ZAN contro l’omotransfobia, il ponte sullo Stretto, il dibattito sull’immunità di gregge e i vaccini, la riforma della giustizia. Tutte armi di distrazioni di massa.

E allora? Tutto fermo. No. Un timido segnale potrebbe venire dalle ormai prossime elezioni amministrative dove un movimento davvero autonomista, Grande Nord, alleatosi con la lista dell’ex direttore del quotidiano La Padania, Gianluigi Paragone, sfida i due poli centralisti di centro destra e centro sinistra per riportare in auge quei valori in cui molta gente comune ha creduto. Ho ancora l’immagine di una lunga schiera di persone che erano con me sul Po in quel giorno memorabile. Speriamo che sia la volta buona per ritornare a quei valori che avevano fatto battere i cuori di molti.

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