Zone rosse Lombardia – Procura acquisisce lettera medici del 6 aprile a vertici Regione

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 Agli atti dell’inchiesta della Procura di Bergamo sulla gestione dell’emergenza nella zona più colpita dal Covid ‘entra’ la lettera scritta il 6 aprile scorso dalla Federazione regionale dei medici chirurghi e odontoiatri della Lombardia al presidente della Regione, Attilio Fontana, all’assessore al Welfare Giulio Gallera e al dg Luigi Cajazzo. A consegnarla ai pm, come lui stesso conferma all’AGI, il presidente dell’Ordine di Bergamo, Guido Marinoni, che nei giorni scorsi è stato sentito come ‘persona informata sui fatti’.

In quella missiva, la Federazione lamentava un'”assenza di strategie relative alla gestione del territorio” da parte dell’amministrazione regionale e individuava sette criticità, tra cui la “mancanza di dati sull’esatta diffusione dell’epidemia, legata all’esecuzione di tamponi solo ai pazienti ricoverati e alla diagnosi di morte attribuita solo ai deceduti in ospedale” e “l’incertezza nella chiusura di alcune aree a rischio”.

E ancora, si accusava la Regione di una “gestione confusa della realtà delle Rsa e dei centri diurni per anziani, che ha prodotto diffusione del contagio e un triste bilancio in termini di vite umane e la “mancata fornitura di protezioni individuali ai medici del territorio e al restante personale sanitario”.

Nell’ambito di questa indagine oggi la Guardia di Finanza ha acquisito materiale informatico e telefonico nella disponibilità di funzionari della Regione, tra i quali l’ex dg Cajazzo, già sentito a maggio come teste.

 “Siamo contenti che la Procura abbia preso sul serio la nostra richiesta di verità e giustizia che è la richiesta di tutti i familiari delle vittime. Abbiamo sempre avuto fiducia nella Procura, ora ne abbiamo ancora di più”. Lo scrive in una nota il Comitato Noi Denunceremo a proposito delle attività di acquisizione di documenti da parte dei pm di Bergamo nell’inchiesta sulla gestione del Covid. 

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