Varese, a sfidare Galimberti la Lega propone Barbara Bison?

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di Laura Aresi – Aria di novità in casa Lega in quel di Varese: la luna piena ha regalato una donna come probabile candidato sindaco per le amministrative 2021. Sarà infatti Barbara Bison a disputarsi con Roberto Maroni la candidatura da sottoporre al consiglio federale, che decreterà il concorrente di Davide Galimberti, il sindaco uscente e già riconfermato dal Partito Democratico come aspirante al doppio mandato.

La Bison è un “volto nuovo e frizzante”, come auspicato dai militanti, che chiedevano una rottura con il vecchio corso della politica della storica prima sezione leghista di piazza del Podestà. Un vecchio corso in realtà lasciato alle spalle già anni addietro, dall’era salviniana e forse anche prima, ma che alle scorse amministrative si era lasciato scippare, dopo ben ventitré anni di dominio incontrastato in salsa padana, quella che per lunghi anni era stata definita senza se e senza ma “the capital of Padania”.

Avvocato, appassionata di storia locale, già sindaco di Gornate Olona per due mandati fino allo scorso 2019, Barbara Bison piomba nell’arena come un toro in corsa libera: se sarà lei la prescelta, infatti, quasi certamente il suo nome concorrerà per tutto il centrodestra varesino, già disorientato dalle recentissime dimissioni (risalenti a giovedì 2 luglio) da segretario di Forza Italia di Roberto Leonardi: dimissioni che preludono probabilmente ad un commissariamento e che non hanno messo certo di buonumore gli esponenti della coalizione, timorosi che Bison possa essere un candidato debole per fronteggiare il granitico benché criticato borgomastro in carica.

Ancha la Lega varesina new style, in realtà, è senza segretario ufficiale addirittura da un biennio. Dopo il rinnovo dei vertici – dal 5 giugno scorso Cristiano Anjoy Viglio è il nuovo commissario – e i tentennamenti delle ultime ore sul nome da fornire a Salvini nero su bianco entro un ultimatum di dieci giorni (che sarebbero scaduti in queste ore), finalmente si è arrivati al dunque o quasi. In un primo momento però la Lega puntava su Matteo Luigi Bianchi, ex sindaco di Morazzone anch’egli per due fortunati mandati e dal 2018 assorbito dall’attività parlamentare: fra i molteplici fronti di lavoro, le aree di confine con Svizzera e Slovenia, la Nato e le relazioni europee. Ma all’ultimo minuto la candidatura è stata ritirata dallo stesso onorevole, che ha ammesso con onestà di dover attendere ad altri impegni con la Lega.

Si preannuncia così, nella Città Giardino, fuori da ogni previsione, un’interessante battaglia elettorale ad armi pari: entrambi legali, entrambi già temprati sul campo dei vertici amministrativi, entrambi giovani e luminosi, Galimberti e Bison dovranno contare non solo sull’appoggio dei rispettivi partiti ma soprattutto – com’è stato dimostrato ampiamente nel 2016 – su un proprio manipolo di fedelissimi alla persona, ben radicati sul territorio e consapevoli che un borgomastro non può essere avulso dalla realtà. La questione del civismo, però, arma vincente di Galimberti alle scorse elezioni, potrebbe portare a Varese ben altre sorprese: non è escluso infatti l’arrivo in picchiata di un nome nuovo, dentro o fuori dagli schieramenti o entrambe le cose, che scompigli ulteriormente le carte in tavola.

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