Sta sparendo la Corneliani. Ma prima vengono i selfie

Lettura 1 min

di Stefania Piazzo – E’ mai possibile che non sia all’ordine del giorno la tutela dei posti di lavoro nelle realtà che sono il marchio di un territorio? La storia della Corneliani, azienda mantovana che ha segnato un’epoca nel made in Italy, con 1000 dipendenti nel mondo e altri 550 tra Mantova, sede storica, e Milano, sta per portare i libri in tribunale.

I sindacati lo hanno saputo qualche giorno fa. Ha ragione da vendere il presidente di Confindustria allora quando dice che la fase 3, quella della ripresa, è vacua, priva di sostanza, intempestiva, inefficace. Come è stata giocata la partita dal ministero dello Sviluppo economico? Perché il braccio di ferro tra gli azionisti sta portando a un nulla di fatto.

La crisi del mercato unita alla pandemia ha fatto il resto. I dipendenti hanno iniziato un presidio nella speranza che qualcuno dia loro retta.

Ci dobbiamo sperare?

L’altro giorno la Cgil mantovana annunciava l’incontro delle rappresentanze sindacali con il Prefetto di Mantova e per oggi alle 15.00, l’apertura del tavolo di crisi con le rappresentanze sindacali e le Istituzioni mantovane (alla conoscenza del Ministero dello Sviluppo Economico).

“Ringraziamo il Prefetto per la celerità con la quale ha risposto e programmato i nostri incontri.
Ringraziamo le autorità cittadine, in primis il Sindaco Mattia Palazzi, per l’intervento tempestivo a sostegno delle nostre richieste”.

Il resto? Assente, a quanto pare. Ma chissà che qualcosa, dal territorio, per il territorio, possa muoversi ancora. Forza!

Default thumbnail
Servizio Precedente

COVID - Non solo zone rosse. Quando la direzione del welfare lombardo vietò ai medici di base di prescrivere gli antimalarici

Prossimo Servizio

Perché la Bce non può imporre ai tedeschi il salvaggio dell'Italia

Ultime notizie su Lombardia