Sindaci lombardi contro didattica a distanza di Fontana

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No alla didattica a distanza ‘totale’ per le scuole superiori della Lombardia, Regione cambi l’ordinanza. A chiederlo sono una ‘schiera’ di sindaci lombardi, tra i quali quello di Milano, Bergamo, Brescia, Mantova e Cremona, che, via social, lamentano una misura non concordata e che quindi va ridiscussa.

Nelle stesse ore il ministro all’Istruzione Lucia Azzolina scrive una lettera al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, chiedendogli di rivedere la decisione di avviare da lunedì prossimo la didattica a distanza (Dad) per gli studenti delle scuole superiori, contenuta nell’ordinanza regionale emanata ieri. Per la ministra “una tale scelta appare come una imposizione che non tiene conto delle specificità dei contesti territoriali e degli enormi sforzi compiuti da tutta la comunità scolastica”. Da qui la richiesta al governatore lombardo a “trovare soluzioni differenti da quella adottata”. Apertura da parte della Regione che proprio in queste ore sta ridiscutendo la misura con i sindaci video collegati con Palazzo Lombardia.

 Affronta l’argomento questa mattina il sindaco meneghino Giuseppe Sala che in video su Facebook definisce la didattica a distanza esclusiva come “una sconfitta”, e spiega: “E’ vero che ci eravamo incontrati con il presidente Fontana, ma di questo punto non si era discusso e siamo contrari”. Chiarendo che “non e’ una questione politica, perche’ siamo sindaci di centrodestra e di centrosinistra”, Sala poi precisa: “Siamo favorevoli all’alternanza tra presenza e didattica a distanza”, aggiungendo poi, senza giri di parole, che “l’obiettivo è cancellare questa misura”. Per il sindaco di Bergamo “c’è stato probabilmente un malinteso” tra i sindaci e la Regione Lombardia, per cui oggi, riferiva Gori via Facebook in mattinata, “torneremo a parlarne”, chiedendo la didattica “mista”.

Sullo stesso social, il sindaco di Brescia rileva che “il testo originario (dell’ordinanza, ndr) faceva convivere la didattica a distanza con quella in presenza” e che quindi “la sospensione della didattica in presenza per i ragazzi delle superiori, insiste del Bono, “non è stata concordata con i sindaci delle città capoluogo”. Per il collega di Mantova “le lezioni vanno garantite in classe il più possibile. E’ sbagliato – tuona Palazzi, sempre via Facebook- imporre la didattica a distanza per le scuole superiori, a maggior ragione oggi che il Governo ha stanziato 360 milioni di euro in più per il trasporto scolastico”.

Critiche all’obbligo della Dad ‘totale’ per le scuole secondarie di secondo grado erano giunte già nella serata di ieri dal sindaco di Cremona, che su Facebook scriveva: “Su questa misura, su cui non c’è stato un confronto con i territori e su cui abbiamo forti perplessità, abbiamo chiesto insieme ad Anci Lombardia un incontro urgente alla Regione”.

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