Sala, padano più di Salvini. “Con Pnrr le risorse quasi tutte al Sud. Criteri squilibrati per distribuire restanti fondi. Le ragioni del Nord non si difendono con le felpe”

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di Stefania Piazzo – Non la chiama questione settentrionale ma poco ci manca. D’altra parte non è la prima volta che Beppe Sala alza la bandiera dell’identità sociale ed economica del Nord per ricordare, dapprima, che non c’è parità di potere d’acquisto tra Milano e Reggio Calabria. Poi altri sindaci del Pd, Giorgio Gori da Bergamo, ad esempio, ricordano che la questione settentrionale è una questione politica. Tra i governatori, è Stefano Bonaccini a fargli più volte eco l’altra estate, rimbrottando chi, nel centrosinistra, governa con la testa solo a Roma.

Oggi il “borgomastro” di Milano ricordando che il 40% delle risorse del Pnrr vanno al Sud, sottolinea che i requisiti per distribuire il resto, il 60%, sono fatti così bene tanto da favorire ancora le zone più disagiate.

“Cara Mara Carfagna, io la vedo così. E sarei felicissimo di discuterne con te”. Sala articola il suo intervento in un lungo post di quattro punti su Facebook, in cui replica al tweet della ministra per il Sud, Mara Carfagna, in tema Pnrr.

“Il Pnnr, figlio del programma Next Generation EU, ha tra gli scopi fondamentali l’aiuto alle realtà territoriali più in difficoltà. E proprio per questo motivo l’Italia ha avuto proporzionalmente così tanti fondi (questo è un merito che andrebbe riconosciuto al Governo Conte). Per cui destinare al nostro Sud il 40% delle risorse italiane è una giusta, incontestabile decisione”

Poi l’affondo: “Quello che, invece, a mio avviso si può discutere è che sul restante 60% i bandi a volte funzionano con parametri che tendono ancora a favorire le aree più arretrate. Per cui è certo che alla fine al Sud andranno più del 40% delle risorse. Ognuno la può pensare come vuole, ma il mio non è egoistico campanilismo. È ora di dire che il Pnrr non sarà la soluzione di tutti i nostri mali, che più della metà di quelle risorse dovranno essere restituite, che la solidità dei progetti presentati è quindi fondamentale. E che la difesa delle ragioni del Nord non la si fa indossando felpe ma essendo bravi nel progettare e nel ‘fare cose'”.

Infine, conclude SALA, “c’è un consolidato del Paese, che è un’attitudine alla spesa pubblica in una maniera che storicamente non ha favorito lo sviluppo di tutte le zone: esattamente questo è il rischio da evitare. Posso dire che la città che ho l’onore di governare mette da subito a disposizione di ogni realtà italiana le modalità con cui lavora allo sviluppo del suo sistema. Vogliamo ragionare di ‘south working’? Vogliamo pensare a come le qualità di Milano sui servizi pubblici (trasporto pubblico, pulizia, energia, etc…) possano supportare specifiche realtà territoriali? Noi ci siamo”. 

Beppe Sala, se il centro, con il trattino – sinistra, cerca un leader, il pranzo è servito.

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