Rsa, la strage che ora esplode. “Ecco il modello lombardo tra epidemia e Ave Maria”

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Un giornalista che ha il coraggio delle idee. Fabio Cavalera, attento consigliere dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia, affida ai social la divulgazione di notizie che la stampa faticosamente ma tenacemente scava, ricerca, diffonde.

Anche noi, nel nostro piccolo, avevamo denunciato il 26 marzo scorso il crescere di quest’onda (https://www.lanuovapadania.it/economia/case-riposo-la-strage-silenziosa-ma-non-era-la-lombardia-ad-aver-deliberato-di-voler-mettere-li-i-casi-covid-dimessi-dagli-ospedali/)

Ed ecco le parole forti del collega.

#coronavirus la strage nascosta al Trivulzio di Milano. Lo aveva già denunciato il Corriere della Sera. Ora tocca anche a Repubblica: 70 morti ma il direttore della Rsa (un adepto salviniano di nomina regionale) tace l’epidemia in corsia, nega, fa finta di niente e tenta di licenziare il professore che voleva le mascherine per tutto il personale. Ecco il modello lombardo della sanità di Fontana e soci che si pavoneggiano davanti alle telecamere e che alzano la voce per occultare i loro ritardi e disastri (privatizzazione dei servizi, impreparazione, soldi sprecati, medici e infermieri lasciati senza indicazioni e senza dispositivi di protezione). E il capo in testa della combriccola che invoca le chiese aperte e la preghiera a Maria: da reparto psichiatrico.

(https://www.facebook.com/fabio.cavalera?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARChDtjsY3DvCgqJHmJo8fxUCNsgHD4TdN3u3kVVH9PmaaB5dXBbHX96gNTafzfsREkQBeMCUT30RPu1&hc_ref=ARRfytVbEwFKWvmtg1K3Dp-DJlleOq1fZssO3t-nRCnf_-vXcSnfqr0tq1zZHj9twDI&fref=nf)

Photo by Mateus Campos Felipe

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