Rsa e decessi più 150%: Sindaci cremonesi, “nessuna mappatura con tamponi, ATS e Regione dove siete?”

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di Stefania Piazzo – La prima volta è stato il 4 aprile scorso quando, con una lettera, i sindaci di 29 comuni del Distretto Cremonese hanno scritto al Direttore Generale dell’ATS Val Padana Salvatore Mannino e, per conoscenza, al Direttore Generale dell’ASST di Cremona, Giuseppe Rossi, circa la campionatura del personale, degli operatori e degli ospiti delle RSA. Il quotidiano La Provincia di Cremona ne dava notizia.

Nella lettera si ricordano una serie di incongruenze e ritardi : “A seguito del documento trasmesso in data 26 marzo 2020 avente come oggetto: “emergenza Covid 19 nelle strutture socio-sanitarie territoriali”, e sottoscritto da tutti i Sindaci del distretto Cremonese e Casalasco, oltre che da ARSAC e da CGIL, CISL e UIL, siamo di nuovo a chiedere chiarimenti e sollecitare azioni, non avendo ricevuto risposte chiare in merito ai punti A e B di tale documento e precisamente circa la campionatura del personale, degli operatori e degli ospiti delle Rsa”.

Controlli che invece in altre regioni, Veneto in primis, erano già all’ordine del giorno. Ma andiamo oltre. Scrivono i sindaci ancora:
“Abbiamo preso visione della Circolare del Ministero della Salute del 3 aprile in merito alle indicazioni sui test diagnostici e sui criteri da adottare nella determinazione delle priorità, che nel merito riguardo alle priorità stesse cita:Operatori, anche asintomatici delle RSA e altre strutture residenziali per anziani.

Persone a rischio di sviluppare una forma severa della malattia e fragili, come persone anziane con comorbidità, ivi incluse le persone vulnerabili, quali le persone che risiedono in residenze per anziani, dovrebbero essere particolarmente fatte oggetto di attenzione.
Priorità chiare e ben definite che sembrano non essere contemplate nella nota del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria di Ats Valpadana.
Infatti la suddetta nota, trasmessa in data 2 aprile 2020 alle strutture Sociosanitarie del territorio di Ats Valpadana, cita fra le possibilità di richiesta tamponi i seguenti casi:

Operatori di Rsa che devono rientrare in servizio dopo un periodo di assenza per malattia con sintomi potenzialmente COVID, per attestare la negatività; Operatori che ad inizio turno di lavoro hanno presentato temperatura superiore ai 37,5 gradi e pertanto allontanati dalla sede di lavoro.
Mentre per quando riguarda i tamponi per ricerca COVID nei confronti degli ospiti, è previsto solo per chi presenta un quadro clinico sospetto”.

Ancora una volta la sanità lombarda viene interpellata, sollecitata a dire qualcosa. A uscire dal limbo dei tamponi per pochi e non per tutti, soprattutto per chi è in prima linea. Infatti nella lettera si legge che
“Tali misure è evidente come siano in palese contrasto con le direttive Ministeriali, alle quali chiediamo ad Ats di uniformarsi in maniera tempestiva e senza altra perdita di tempo prezioso.

Riteniamo infatti da tempo che la mappatura con tamponi nelle strutture RSA, sia di operatori che di pazienti, sia una delle scelte fondamentali per tutelare le strutture stesse, consenta la predisposizione anche di adeguati presidi e riorganizzazioni interne volti a porre in sicurezza pazienti e operatori e rappresenti un’azione di monitoraggio e prevenzione essenziale per affrontare le prossime settimane e i prossimi mesi. Fino a che non ci sarà un vaccino infatti le strutture come le case di riposo sono luoghi delicatissimi, possibili fonti di ulteriore e rinnovato contagio e pertanto vanno monitorati con cura e attenzione prioritarie.
Noi Sindaci mettiamo tutta la nostra collaborazione e disponibilità, però altrettanto chiediamo chiarezza ed uniformità di applicazione delle procedure per dare certezze e risposte chiare alle nostre strutture, che come ben sapete, sono, in questo periodo, teatro di decessi con
incrementi di mortalità in aumento pari al 150%.

Crediamo che gli operatori e gli ospiti siano soggetti meritevoli di attenzione e dignità, pari a qualsiasi altro soggetto che sta portando avanti la battaglia comune contro il virus”.


E seguono le firme: I Sindaci dei Comuni di Cremona, Gianluca Galimberti-
Stagno Lombardo, Roberto Mariani-Pieve San Giacomo, Silvia Genzini-San Daniele Po, Davide Persico-Corte de’ Frati, Rosolino Azzali-Gerre de’ Caprioli, Michel Marchi-Derovere, Massimo Suardi-Cicognolo, Angelo Bergamaschi-Pessina Cremonese, Ester Stanga-Soresina, Diego Vairani-Malagnino, Donato Losito-Casalmorano, Giuseppe Vezzini-Paderno Ponchielli, Cristiano Strinati-Corte de’ Cortesi, Luigi Rottoli-Torre de’ Picenardi, Mario Bazzani-Annicco, Maurizio Antonio Fornasari-Pozzaglio ed Uniti, Biondo Caruccio-Azzanello. Arsenio Molaschi-Sesto Cremonese ed Uniti, Maria Francesca Viccardi-Bonemerse, Luca Ferrarini-Cella Dati, Fabrizio Lodigiani-Grumello Cremonese, Maria Maddalena Visigalli-Castelverde, Graziella Locci-Sospiro, Fausto Ghisolfi-Isola Dovarese, Gianpaolo Gansi-Cappella Cantone, Francesco Monfredini-Olmeneta, Renzo Felisari-Crotta d’Adda, Sebastiano Baroni-Gadesco Pieve Delmona, Achille Marelli.

Photo by Luca Bravo

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