Porta a Porta del 5 maggio. De Donno dopo la pubblicità non c’è più. Poco prima lo scontro sui protocolli con Ippolito dello Spallanzani

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E’ la sera del 5 maggio e Bruno Vespa con la consueta e impeccabile professionalità introduce gli ospiti. Tra questi c’è Giuseppe De Donno, il primario di pneumologia dell’ospedale Poma di Mantova. Il tema è quello che tutti seguono tra la speranza e la curiosità, l’uso del plasma iperimmune nei pazienti. Si parla di almeno 48 casi curati e guariti. Ma non è il solo ospedale, il Poma, a seguire questa strada. In collegamento c’è anche un altro scienziato, Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani di Roma.

Il dibattito ruota attorno al numero di pazienti su cui verte la sperimentazione, in altre parole per validare la terapia non bastano secondo l’esponente dello Spallanzani, i casi presentati da De Donno. Comunque rigorosamente, spiega il primario, seguiti secondo il protocollo. Ma in particolare il medico stigmatizza con Ippolito che su altre terapie in piena emergenza, nessuno aveva sollevato l’assenza di protocolli, specialmente quando con una mortalità inarrestabile, si tentavano farmaci “miracolosi”. Arriva l’interruzione della pubblicità, ma alla ripresa De Donno non c’è più. Il conduttore non dice nulla se il collegamento sia terminato o meno, e il programma prosegue come nulla fosse.

Il collegamento infatti inizia verso il 37′ minuto e termina intorno al 48′ della puntata. Qui sotto il link per rivedere.

https://www.raiplay.it/video/2020/05/porta-a-porta-6a8f4fa9-fa1d-4ee3-bfb4-8ca4f36ee7ec.html?wt_mc=2.www.wzp.raiplay_dati.

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