Omicidio Como, la Procura: il tunisino aveva due ordini di espulsione: nel 2018 e 2020 ma fermi per Covid

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“Il cittadino tunisino che nella mattinata si è presentato presso la Compagnia dei Carabinieri di Como affermando di aver commesso poco prima un accoltellamento ha ammesso le proprie responsabilità in ordine all’omicidio del religioso e ne ha descritto dinamica e movente, quest’ultimo – allo stato- esclusivamente riconducibile al convincimento di essere vittima un asserito complotto che ne avrebbe determinato il rimpatrio in Tunisia”.

Lo spiega in una nota la Procura di Como, in riferimento alla vicenda di Don Roberto Malgesini, il sacerdote della Parrocchia di San Rocco ucciso a coltellate. “Non sono emersi allo stato coinvolgimenti dell’indagato – spiega nella nota il procuratore di Como, Nicola Piacente – che è stato ristretto in carcere, in percorsi di radicalizzazione. Sulla base degli elementi acquisiti, la Procura della Repubblica provvederà nelle prossime ora a formalizzare una richiesta di convalida dell’arresto per omicidio volontario”.  Il tunisino 53enne è stato sentito questo pomeriggio con le garanzie della difesa presso la Questura di Como. L’indagato, in Italia dal 1993, con vari precedenti penali,  nei cui confronti pendono due ordini di espulsione risalenti al 2018 ed all’aprile 2020 (non eseguito per ragioni legate alla diffusione della pandemia da Covid-19).

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