Moratti: Macroregioni europee il modello da seguire. Politica? Le donne sono chiamate quando ci sono da aggiustare problemi

Lettura 1 min

“Non l’ho mai detto, ma in passato sono stata chiamata, come tecnico, anche da un governo di sinistra ma non ho potuto accettare per problemi miei, personali”. Lo ha detto la candidata del Terzo Polo alla per le regionali in Lombardia, Letizia MORATTI, intervistata al Festival de Linkiesta a Milano. “È stato così anche in Rai – ha spiegato – che aveva necessità di rivedere assetti fin troppo politicizzati. Questo dimostra che il mio impegno è sempre stato da ‘laica’”. L’ex vicepresidente di Regione Lombardia ha
aggiunto: “Sono sempre stata chiamata ad aggiustare problemi, del resto è questo che di solito fanno le donne”.

“L’autonomia è un tema attualissimo da portare a compimento rapidamente perché sicuramente porterà
impulso allo sviluppo della Regione” ma “va vista in maniera innovativa”.
Per l’ex vicepresidente, il percorso dell’autonomia non dovrebbe essere “solo Governo-Regioni, ma che dalle Regioni passi ai territori, nelle formule richieste dalla nostra Costituzione”. La Lombardia, ha spiegato, “ha 10 milioni di abitanti ed è come un medio stato europeo, quindi bisogna creare modelli intermedi di governance, una logica per rapportarci anche con Comuni sotto i 5mila abitanti che sono in estrema difficoltà”.

Per MORATTI l’autonomia deve “essere legata anche all’Europa: la mia idea è quella di dialogare con altre macroregioni europee: le macroregioni che si mettono insieme possono essere modello innovativo di crescita europea”.

Infine, “non rinchiudersi nella propria regione: penso a un lavoro insieme al Veneto di Zaia e all’Emilia Romagna di Bonaccini in modo che il lavoro comune possa contribuire a uno sviluppo complessivo delle
regioni e del Paese”.

Servizio Precedente

Unimpresa, il fact checking sulla Manovra? Stangatona da 47 miliardi

Prossimo Servizio

La tragedia di Ischia, fotografia dell’Italia. Alzi la mano chi non ha condonato

Ultime notizie su Lombardia