Milano olimpica, i dialoghi della ‘Ndrangheta sui lavori

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“Io qua ci ho 150.000 tonnellate se li devi mettere mettili e ti faccio lavorare”. “Andiamo all’anno nuovo pero'”. Questo il botta e risposta, intercettato dagli investigatori della Dia, tra il geometra che si occupava dei lavori di “demolizione e bonifica” nell’area dello scalo ferroviario di Porta Romana a Milano, dove sorgera’ il Villaggio olimpico, e un presunto affiliato alla ‘ndrangheta, finito ai domiciliari e a cui sono state sequestrate le quote societarie di quattro imprese con cui si sarebbe infiltrato anche in vari subappalti pubblici. Stando all’ordinanza del gip Anna Calabi, l’uomo avrebbe avuto col geometra “diverse conversazioni” a partire dal novembre scorso sul “conferimento di macerie provenienti” da quell’area dello scalo ferroviario da riqualificare. I “conferimenti” a una delle imprese dell’indagato, sempre stando agli atti, “sarebbero pero’ cessati pochi giorni dopo, causa il raggiungimento da parte della stessa Legnano Ecoter dei quantitativi massimi previsti dalle autorizzazioni” e “il tutto con riserva di riprenderli in quest’anno 2022 – spiega il giudice – salvo il raggiungimento di un accordo sul prezzo”. L’uomo, intestando a prestanome le imprese, tutte “regolarmente iscritte nelle ‘White list'” e dunque di fatto “assolutamente legittimate ad operare nella filiera dei pubblici appalti”, si sarebbe infiltrato, da febbraio scorso, anche nei lavori di un cantiere di bonifica in via Guido Rossa a Buccinasco, nel Milanese.

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