L’Istituto superiore di sanità smentisce la Regione Lombardia. Polemica su “varianti inserite erroneamente e dati incongruenti da maggio”

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 “In merito alle dichiarazioni odierne del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, si precisa che l’Iss coordina la sorveglianza epidemiologica attraverso una piattaforma web e che sulla piattaforma e’ presente da mesi un manuale che chiarisce le modalita’ di immissione dei dati”. A dirlo e’ l’Istituto superiore di sanita’ che risponde, punto per punto, alle critiche sollevate dal governatore Fontana in merito all’algoritmo dell’Rt e ai dati inviati dalla Direzione Welfare per il monitoraggio settimanale del virus.

L’Iss precisa che “solo le Regioni possono aggiornare e rettificare i dati presenti sul data-base”. Il sistema per il monitoraggio della diffusione del nuovo coronavirus e’ “in uso da trentasei settimane e nessun altra regione finora ha segnalato anomalie di questa entita'”. Da quando la Lombardia è stata classificata in zona arancione e l’Iss ha incolpato la Regione di aver inviato informazioni sbagliate ai tecnici, la giunta continua a sostenere che non si sia trattato di una rettifica ma di “un aggiornamento”.

L’Istituto superiore di sanità specifica, però, che per “aggiornamento si intende l’inserimento o modifica di variabili suscettibili di evoluzione (es. stato clinico del paziente)”, mentre per “rettifica si intende inserimento di variabili non ancora presenti (es. data inizio sintomi) o modifica di variabili inserite erroneamente”. Sarebbe proprio questo “ciò che è stato richiesto alla Regione per il ricalcolo dell’Rt”. 

Gli ultimi inserimenti da parte della Regione Lombardia risalgono alle ore 10.58 e alle ore 14.51 del 20 gennaio 2021 con una rettifica dei dati pregressi presenti alla data 13 gennaio 2021: eliminando la segnalazione di una data inizio sintomi in 4.875 casi segnalati; diminuendo di 17.654 casi quelli classificati in precedenza come sintomatici; aumentando di 12.779 casi quelli classificati come asintomatici. Lo comunica l’Istituto superiore di sanita’ in una nota in cui illustra i fatti e la cronologia di quanto afferma. Da Maggio a Gennaio, si legge, “la Lombardia ha segnalato da maggio fino al 20 gennaio una grande quantita’ di casi, significativamente maggiore di quella osservata in altre Regioni, con una data di inizio sintomi a cui non ha associato uno stato clinico e che pertanto si e’ continuato a considerare inizialmente sintomatici. Inoltre, nell’ultimo periodo, ha classificato un gran numero di questi come guariti senza uno stato clinico sintomatico riportato“.

“A partire dal 29 maggio la Regione Lombardia ha ricevuto settimanalmente il ‘Report di qualita’ e completezza dei dati’ in cui è stata segnalata da Iss una anomalia relativa alla presenza di un numero elevato di casi incongruenti ovvero in cui era segnalata una data inizio sintomi, ma erano dichiarati nello stato clinico come ‘asintomatici’ o con presenza di una sola ‘guarigione’ o ‘decesso’ “. 

 “Si segnala, inoltre, che dal mese di maggio 2020 l’Iss ha inviato 54 segnalazioni di errori, incompletezze e/o incongruenze alla Regione Lombardia, l’ultima delle quali in data 7 gennaio 2021. La percentuale di casi incompleti per la sintomatologia (assenza di informazioni nel campo ‘stato clinico’) è pari al 50,3 per cento a fronte del 2,5 per cento del resto d’Italia nel periodo 13 dicembre 2020-13 gennaio 2021″.

Il 7 gennaio 2021 secondo la nota, “gli epidemiologi dell’Iss chiedono ai tecnici della Lombardia di verificare i loro dati segnalando l’anomalia rispetto a tutte le altre Regioni e chiedono di verificare la completezza dei campi relativi allo stato clinico. La richiesta è stata fatta in ragione del fatto che alle Regioni spetta il compito della verifica dei dati e la della loro congruità poiché sulla loro solidità si basa l’attendibilità della stima dell’Rt elaborata dall’Iss. Alla settimana del 13 gennaio viene attribuito alla Lombardia sulla base dei casi caricati un Rt di 1,4 che manda in zona rossa la Regione”.

“Il 19 gennaio, nel corso di una riunione tecnica richiesta dalla Regione Lombardia – ricorda l’Iss – viene segnalata l’ipotesi che in particolare la mancata compilazione della voce relativa allo stato clinico potrebbe essere alla base della distorsione dell’Rt. Successivamente la Lombardia richiede all’Istituto ‘che venga eseguito un calcolo dell’indice RT Sintomi recependo le modifiche definite a livello tecnico relative al conteggio dei pazienti guariti e deceduti’ “.

“Il 20 gennaio – conclude la nota – la Regione Lombardia ha inviato come di consueto l’aggiornamento del suo database. In tale aggiornamento si è realizzata anche una rettifica dei dati pregressi. In particolare, è cambiato il numero di casi in cui viene riportata una data inizio sintomi e, tra quelli con una data di inizio sintomi, la compilazione del campo ‘stato clinico’. Complessivamente, questi cambiamenti hanno ridotto in modo significativo il numero di casi che hanno i criteri per essere classificati come sintomatici e pertanto inclusi nel calcolo dell’Rt basato sulla data inizio sintomi dei soli casi sintomatici”. 

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