Lega, a Brescia la segreteria provinciale al Comitato Nord. A Pavia passa l’establishment. Salvini nega la spaccatura sempre più evidente nel partito

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Si e’ chiuso in Lombardia il secondo round di congressi provinciali della Lega. Le votazioni – a Como, Varese, Lodi, Cremona, Pavia e Brescia – mettono fine alla lunga stagione dei commissariamenti decisi dalla segreteria federale. L’esito delle assise era particolarmente atteso dopo la vittoria a sorpresa, il 20 novembre, del ‘nordista’ Fabrizio Sala in provincia di Bergamo, territorio dove il Movimento e’
storicamente molto forte.

In questa seconda tranche di votazioni, tutti gli occhi erano puntati su Varese, la ‘Betlemme’ leghista. Al Teatro sociale di Busto Arsizio, i militanti hanno premiato il candidato sostenuto dall’establishment leghista, Andrea Cassani, 39enne sindaco di Gallarate, che ha battuto Giuseppe Longhin, appoggiato dal
comitato del Nord. Nei giorni scorsi si era ritirato il terzo candidato, il sindaco di Casciago Mirko Reto, annunciando che avrebbe fatto confluire i suoi voti su Longhin. Ma evidentemente non sono bastati. Cassani ha ottenuto 229 voti, contro i 217 andati a Giuseppe Longhin (su 638 aventi diritti, i votanti sono
stati 462, 13 le schede nulle, tre le bianche), vincendo di misura, come peraltro aveva fatto Sala in provincia di Bergamo.

Il comitato del Nord festeggia, invece, la vittoria di Roberta Sisti, nuova segretaria del Bresciano, che, con il suo migliaio di iscritti, e’ tra le province piu’ popolose a livello di militanza leghista. La sindaca di Torbole Casaglia, sostenuta dai ‘nordisti’, ha ottenuto 391 voti, battendo il ‘salviniano’ Alberto Bertagna, ex segretario provinciale e commissario uscente, che non ha superato i 365 consensi. Ventotto le schede
nulle.
Mentre i ‘nordisti’ sono stati sconfitti in provincia di Pavia, dove Jacopo Vignati (190 voti) ha avuto la meglio sull’assessora al Turismo del Comune, Roberta Marcone (106), sostenuta anche dal comitato.

Nelle altre province – Como, Lodi e Cremona; e Rovigo (primo congresso provinciale in Veneto) – sono stati eletti candidati “unitari”. Si tratta di Claudio Bariselli a Lodi; Simone Bossi a Cremona; Laura Santin a Como e Guglielmo Ferrarese a Rovigo.

Ora in Lombardia mancano ancora le province di Lecco, Sondrio, Monza-Brianza, Milano e Ticino-Martesana (divise nella singolare geografia leghista). Nel capoluogo lombardo c’e’ appena stato un passaggio di consegne tra il commissario uscente Stefano Bolognini e l’europarlamentare Silvia Sardone. Mentre e’ rinviato a dopo le regionali il congresso per l’elezione del nuovo segretario lombardo.
“Sono felice e orgoglioso di come la Lega coinvolga e dia la parola a migliaia di militanti che in questo fine settimana hanno eletto come segretari Roberta Sisti, Laura Santin, Simone Bossi, Claudio Bariselli, Jacopo Vignati, Guglielmo Ferrarese e Andrea Cassani. Sapranno fare squadra, raggiungere nuovi
obiettivi e rafforzare sempre di piu’ la nostra Lega”, ha commentato Matteo Salvini, citando, uno per uno, tutti gli eletti in ciascuna provincia.

La competizione piu’ attesa e accesa e’ stata quella in provincia di Varese. In citta’ ancora si ricorda l’ultimo congresso, dieci anni fa, in cui Umberto Bossi impose il suo candidato, Maurilio Canton, contro il volere della base, primo segnale di quella perdita di potere dell’anziano capo che poi
porto’ al passaggio del timone a Roberto Maroni.

In alcune ricostruzioni definito ‘salviniano’, Cassani e’ in realta’ un apprezzato amministratore rieletto a Gallarate nel 2021 al primo turno, con una maggioranza del 52,8%. Laureato in Ingegnerizzazione del prodotto industriale al Politecnico di Milano, prima di diventare sindaco, e’ stato dirigente nel consiglio regionale della Lombardia. Fu sua l’invenzione della campagna a sostegno di Roberto Maroni, ‘La vedo dome Maroni’, con la distribuzione di occhiali rossoneri (come quelli che indossava, appunto, il Bobo leghista) a sostegno del ‘barbaro sognante’ cui la Lega di Bossi a un certo punto voleva impedire
di fare comizi.

A vincere un congresso provinciale molto combattuto non e’ stato quindi, come avvenuto in provincia di
Bergamo, il candidato della corrente ‘nordista’ fondata dal senatur, insieme all’europarlamentare Angelo Ciocca e l’ex segretario della Lega lombarda, Paolo Grimoldi.
Al congresso varesino non ha partecipato Bossi, che e’ militante iscritto a Milano, e che ieri, nel primo incontro pubblico del comitato aveva spiegato le ragioni che lo hanno spinto a fondare la corrente ‘nordista’, per “salvare” una Lega agonizzante per la “perdita di identita’”.

Assente dall’assise, a sorpresa, anche il vice segretario leghista Giancarlo Giorgetti, di Cazzago Brabbia, mentre ha votato il governatore lombardo Attilio Fontana, che e’ di Varese. Una poltrona nella prima fila della platea del Teatro sociale di Busto Arsizio e’ stata riservata al ricordo dell’ex segretario Roberto Maroni, originario di Lozza. In suo ricordo, i militanti hanno sistemato una bandiera della Lega lombarda, il libro ‘Il mio Nord’ scritto nel 2012, e un paio di occhiali rossoneri.

“Sono un segretario felice, fra ieri e oggi nella sola Lombardia si stanno celebrando sei congressi provinciali che stanno coinvolgendo migliaia di simpatizzanti e militanti. Sta andando tutto bene, chiunque vinca io sono felice, mi sembra un esercizio di democrazia di cui la Lega va orgogliosa, il problema sono i partiti che non li fanno”, ha risposto Salvini, interpellato a Genova sul comitato del Nord. “Detto questo – ha aggiunto – ho la tessera in tasca da 32 anni questa e’ la legislatura in cui dopo 32 anni di battaglie l’autonomia puo’ diventare realta’. Alla fine di questa legislatura l’Italia puo’ trovarsi un paese piu’ moderno, con piu’ infrastrutture, federale e presidenziale. C’e’ un ministro dell’Autonomia che in
questi 43 giorni ha fatto di piu’ rispetto ad altri in anni di chiacchiere e convegni”.

Nella Lega sta andando tutto bene”, risponde intanto Salvini a chi chiede un commento sul ritorno in campo del Senatùr. M Paolo Grimoldi, scelto da Bossi come coordinatore del Comitato Nord insieme a Ciocca, fa notare parlando con l’ANSA che in Lombardia “c’è una Lega spaccata a metà. Chi vince lo fa per
pochissimi voti. C’era bisogno di arrivare a questo?”.

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