La Sanità di Fontana e Gallera – Fuga dei comaschi in Svizzera in lista per i vaccini antinfluenzali

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di Cassandra – La Svizzera è stata la prima a fine settembre a dare il via alla campagna di vaccinazione antinfluenzale. Con una regola. Prima i ticinesi, stiamo parlando infatti del confinante Canton Ticino e poi, terminata la somministrazione, via libera anche per chi si è messo in lista d’attesa per acquistare una dose per vaccinarsi.

Ora che la campagna è terminata, i lombardi rimasti senza dosi nell’efficiente gestione della sanità lombarda, che si dichiara vittima della magistratura, del sistema romano, del governo, la Svizzera ha aperto i cancelli dando il via libera alla vendita dei vaccini anche ai lombardi.

Ne dà ampiamente notizia in questo fine settimana il quotidiano la Provincia di Como. Il titolo è chiaro. “Influenza, i vaccini ci sono Ma vanno presi a Chiasso”. e “Niente vaccini per l’influenza. I comaschi vanno in Ticino”.

Il servizio infatti spiega che “Conclusa la campagna vaccinale per i soli svizzeri, le farmacie ticinesi da dicembre hanno aperto le porte anche agli italiani. Serve la ricetta, una dose costa 20 franchi e si può fare la detrazione con il codice fiscale. Le nostre farmacie sono a secco e nemmeno ai medici per le categorie fragili arrivano abbastanza vaccini contro l’influenza. Oltre frontiera invece la campagna è iniziata più di due mesi fa, il 28 settembre, e si è ormai conclusa”.

E si legge ancora che “Alla farmacia Merloni di Chiasso raccontano di richieste che arrivano da Como, da Varese, ma anche da Milano. Stanno smaltendo le prenotazioni accumulate, già annotate alla fine di ottobre, secondo un criterio cronologico. Sempre a Chiasso la farmacia San Gottardo sta contattando i clienti italiani che avevano domandato del vaccino, un centinaio circa.
All’inizio di ottobre tanti comaschi avevano preso d’assalto le farmacie svizzere capendo che l’antinfluenzale qui in Lombardia sarebbe stato un miraggio“.

In Lombardia poche dosi costringono i medici comaschi a decidere chi vaccinare e chi no, ribadisce il quotidiano di Como. Anche gli aventi diritto.

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