Ecco la lettera con cui Lombardia chiede di rettificare i dati. Per Fontana spunta “l’algoritmo segreto”…

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di Benedetta Baiocchi – Nessuno fa un passo indietro. Non il ministero, che sostiene di essere nel giusto, di aver applicato la zona rossa in Lombardia in base ai dati comunicati dalla Regione, né la Regione che dichiara di aver chiesto al ministero di tener conto dei dati reali. Già, ma quali? Perché spunta la lettera con cui i tecnici avrebbero chiesto “un calcolo dell’indice Rt recependo le modifiche definite a livello tecnico relative al conteggio dei pazienti deceduti e guariti”.

Il presidente Fontana l’altro giorno avrebbe affermato che non ha sbagliato nessuno. Insomma, sta di fatto che mentre partivano i saldi la Lombardia si fermava, le attività richiudevano quello che era rimasto da chiudere e le class action ora si moltiplicano.

Nella foto un dettaglio della lettera che la Rai ha pubblicato ieri durante il Tg3.

Il governatore Attilio Fontana insiste la line difensiva: il Pirellone non ha “mai sbagliato a dare i dati e non li ha mai rettificati”, ha solo valorizzato alcuni dati “su richiesta dell’Istituto Superiore di Sanità”.

Buttare in rissa la questione dell’Rt lombardo certamente contribuisce a non fare emergere la verità. E i cittadini lombardi, questa volta più che mai hanno il diritto di sapere come stanno le cose”, ha commentato il sindaco di Milano Beppe Sala sulla sua pagina Instagram.

Arriva la replica di Fontana: “I dati di Regione Lombardia sono pubblici e il sindaco Beppe Sala lo sa benissimo”. Il governatore lombardo risponde così al sindaco. Dunque, “se Beppe Sala vuole sapere perché l’errore sia stato riscontrato solo per la Lombardia, faccia richiesta al Ministero – prosegue -, a noi non è dato di sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono”.

A criticare le decisioni sulle zone non è solo la Lombardia, che ora si prepara a riaprire con il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha firmato un’ordinanza per scaglionare gli orari mattutini con l’apertura dei negozi non alimentari posticipata alle 10.15. Contro il passaggio in arancione ha tuonato anche il presidente della Sardegna Christian Solinas, che chiede una rettifica altrimenti, ha spiegato, “tuteleremo le ragioni della Sardegna in altre sedi”. La Provincia autonoma di Bolzano invece continua ad esercitare le sue prerogative: aperti negozi e bar anche se è in zona rossa, ormai solo con la Sicilia.

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