Zoomafia, Lav: 8,5% di reati in Sicilia contro gli animali

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I dati del Rapporto Zoomafia 2022 relativi alla Sicilia mostrano una regione seriamente interessata dal fenomeno. Corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, frodi dei pascoli, traffico di fauna selvatica, pesca di frodo: sono alcuni dei crimini contro gli animali registrati in Sicilia. Il Rapporto Zoomafia 2022, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, alla sua ventitreesima edizione, analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità nel 2021 con il patrocinio della Fondazione Antonino Caponnetto. L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV ha chiesto alle Procure Ordinarie e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2021, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali. Per la Sicilia, fanno sapere dalla Lav, le risposte sono arrivate da 10 Procure Ordinarie su 16 (non hanno risposto Agrigento, Barcellona Pozzo di Gotto, Caltanissetta, Messina, Palermo e Trapani) e da 3 Procure minorili (non ha risposto Caltanissetta).

– Incessante l’attività di contrasto da parte dei carabinieri forestali alla vendita illegale di animali in via di estinzione. Sono state 23 le persone denunciate, a vario titolo, per aver messo in vendita, senza avere alcuna documentazione comprovante la legale detenzione degli animali, complessivamente: 112 Testudo hermanni, 130 fringillidi, prevalentemente cardellini. Le ultime relazioni della Dia e della Dna riportano casi riconducibili ad attività zoomafiose nella regione, con particolare riferimento alle infiltrazioni mafiose nell’accaparramento dei terreni agrari e pascolivi per beneficiare di fondi comunitari, nelle corse clandestine di cavalli e nel settore della commercializzazione del pesce. “Gli scenari che emergono dal nuovo Rapporto sono quelli di illegalità diffusa e pericolose connessioni con ambiti criminali più inquietanti – afferma Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav, – La Sicilia è una delle regioni dove la zoocriminalità è più attiva. Le corse clandestine rappresentano il business più allarmante. Le indagini hanno confermato l’esistenza di associazioni per delinquere semplici e di associazioni mafiose finalizzate alle corse e scommesse illegali. Per quanto riguarda i combattimenti, nel mese di marzo 2022, la polizia ha portato a termine un’importante operazione a Canicattì, località dove già in passato sono stati accertati casi simili, interrompendo un combattimento tra cani e cogliendo sul fatto decine di persone, tra cui due minorenni. Si tratta di un’inchiesta tra le più significative degli ultimi anni, che ha confermato la pericolosità sociale di questo crimine. Purtroppo, il maltrattamento di animali, anche nelle sue forme organizzate, mantiene intatta la sua pericolosità e diffusione”.

Gli scenari che emergono dal nuovo Rapporto Zoomafia sono quelli di illegalità diffusa e pericolose connessioni con ambiti criminali più inquietanti – afferma Ciro Troiano. – La Sicilia è una delle regioni dove la zoocriminalità è più attiva. Si registrano tutti i reati presi in esame, ed alcune condotte sono fortemente radicate nel sottobosco delinquenziale. Le corse clandestine rappresentano il business più allarmante. Le indagini hanno confermato l’esistenza di associazioni per delinquere semplici e di associazioni mafiose finalizzate alle corse e scommesse illegali. Per quanto riguarda i combattimenti, – continua Troiano, – recentemente, nel mese di marzo 2022, la Polizia di Stato ha portato a termine un’importante operazione a Canicattì (AG), località dove già in passato sono stati accertati casi simili, interrompendo un combattimento tra cani e cogliendo sul fatto decine di persone, tra cui due minorenni. Si tratta di un’inchiesta tra le più significative degli ultimi anni, che ha confermato la pericolosità sociale di questo crimine. Purtroppo, il maltrattamento di animali, anche nelle sue forme organizzate, mantiene intatta la sua pericolosità e diffusione. Sul piano investigativo occorrerebbe intervenire più approfonditamente e adottare strategie di contrasto più radicali. Sarebbe necessario intensificare l’analisi e il contrasto a tutte le forme di maltrattamento organizzato di animali per individuare e reprimere in primis proprio il loro profilo organizzato e programmato, poiché si tratta di forme di maltrattamento intrinsecamente consociative che trovano la loro consumazione solo sotto forma di evento pianificato e strutturato”, conclude Troiano.

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