POLITICA NO PET FRIENDLY – Divieto di botticelle? La Camera respinge. E nega anche il Garante nazionale per i diritti degli animali. No al permesso per assistere i propri quattrozampe malati. Sono “cose”

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di Stefania Piazzo – In silenzio, esce ieri in tarda serata un’agenzia dell’Adnkronos. La Commissione Bilancio alla Camera ha respinto ritenendoli inammissibili alcuni emendamenti. Tra tutti spiccano quelli per l’istituzione del garante nazionale per gli animali e il divieto di utilizzare le carrozzelle con il traino di animali. Viene nulla in mente? Le botticelle.

Emendamenti ritenuti inammissibili perché senza copertura economica, essendo che si tratta di rilievi avanzati in sede di esame della legge di bilancio? O perché quella non è stata ritenuta la sede idonea?

Abituati come sono gli italiani a trovarsi provvedimenti di tutti i tipi inseriti all’ultimo minuto in decreti, in maxi manovre, dove tutto passa pur di tenere in piedi una maggioranza, viene da pensare che quando si tratta di esercitare il diritto di far rispettare la Costituzione, dato che il rispetto del mondo animale è stato di recente inserito nella Carta, beh, allora si può anche rinviare.

Le botticelle, anacronistico sistema di trasporto turistico che sfrutta gli equidi sotto qualsiasi condizione atmosferica, devono starsene ancora lì. I cavalli devono tacere. Devono tacere gli animali per i quali non bastano gli enunciati di principio perché tutti facendo il proprio dovere sterilizzino, facciano inchieste sugli avvelenamenti, creino occasioni di cultura del rispetto attraverso il patentino, l’insegnamento nelle scuole… L’educazione civica declinata alla conoscenza non approssimativa del benessere animale.

Un garante magari non fa la differenza, ma avere un riferimento istituzionale in più non avrebbe fatto male. Non esiste una filiera tra volontariato, veterinari, enti locali, sindaci, ministero. Il garante avrebbe potuto aprire a questa necessaria sinergia.

Non è dato sapere infine che fine abbiano fatto ancora i tanti altri emendamenti che erano stati avanzati in sede di commissione bilancio. Qui a questo link quanto aveva preannunciato l’on. Michela Brambilla. In particolare la presidente della Leidaa aveva chiesto di introdurre nel nostro ordinamento il diritto ad un permesso retribuito di due giorni lavorativi all’anno in caso di decesso o di documentata grave malattia dell’animale d’affezione convivente. Bocciato. D’altra parte siamo o non siamo ancora uno Stato in cui l’animale è considerato cosa e bene di lusso?

Speriamo che l’intergruppo parlamentare per i Diritti degli animali e la tutela dell’ambiente prosegua più determinato di prima nel fissare principi irrinunciabili di libertà.

Giusto per non dimenticare, l’estate scorsa era passato un ordine del giorno a Montecitorio che impegnava la politica a vietare l’utilizzo di animali come mezzi di trasporto. Voto contrario alla proposta del Pd quello della Lega e di Fratelli d’Italia. La proposta prevedeva di convertire le licenze in taxi o trenini elettrici.  Al posto dei cavalli eco-carrozze, cioè carrozze elettriche, come da anni accade in tutto il mondo da New-York, a Mumbai, a Berlino.

leidaa.info/news/legge-di-bilancio-on-brambilla-ecco-gli-emendamenti-dellintergruppo-per-i-diritti-degli-animali/

E qui il lancio Adn.

https://www.adnkronos.com/manovra-2023-no-a-garante-animali-e-permesso-per-morte-pet-di-famiglia

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