Il gatto di Gengis Kahn è salvo

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di Marcus Dardi – Un gruppo di ricercatori italiani, amanti dei nostri cari amici felini, è intervenuto in Mongolia, per salvare dall’estinzione un bellissimo gattino selvatico: il Gatto di Pallas.

Questo piccolo gattino, dal pelo foltissimo e lunghissimo, viene cacciato dai bracconieri, in 14 Paesi dell’Asia centrale, per la sua pelliccia e per fare farmaci nella medicina tradizionale cinese.

Il capo ricercatore di questi interventi è un palermitano che collabora, col suo team, con l’università di Losanna.

La loro prima azione è stata quella di censire il numero di felini presenti in un’area.

Si sono dunque pazientemente appostati, con le loro macchine fotografiche, in una zona di 100 chilometri quadrati a Bayan Onjuul. La zona si trova a 160 km in linea d’aria dalla capitale della Mongolia Ulan Bator (che in lingua mongola vuol dire Eroe Rosso).

Il gatto di Pallas, il cui nome scientifico è “Otocolobus manul”, è difficilissimo da monitorare tanto quanto il leopardo delle nevi.

Stimare quanti esemplari siano presenti aiuta i ricercatori a impostare un programma di vera protezione.

Da sempre molto sfuggente il gatto di Pallas si rifugia in aree roccese, di montagna ed è per questo raro trovarlo nelle steppa aperta.

Il team è riuscito, per la prima volta nella storia, a raccogliere una copiosa documentazione scattando ben 500 diverse foto. La loro ricerca verrà presto pubblicata sulla rivista Wildlife Reserach.

Nell’area studiata, i ricercatori hanno stimato la presenza di 15 gatti liberi e questa notizia è rassicurante sulla sopravvivenza della specie. I ricercatori sono confortati dal fatto che in Mongolia la natura riesce a convivere in equilibrio con la presenza di pastori ed abitanti.

Nel loro primo progetto in difesa del gatto di Pallas, i ricercatori chiedono la collaborazione di una decina di famiglie di pastori che vivono, nelle loro iute, in quell’area.

I pastori saranno molto vigili nella zona per ostacolare e fermare predatori e bracconieri. Un’altra minaccia alla vita del Gatto di Pallas, sono anche i cani dei pastori che vengono lasciati liberi di circolare e che si allontanano dalle iute anche per diversi chilometri.

Sensibilizzate dal team dei ricercatori, le famiglie hanno deciso di mettere un collare con dei campanelli ai loro cani, in modo che il gatto avverta il pericolo e scappi dai predatori.

Gengis Kahn ringrazia i pastori e accarezza il suo gatto preferito: il Gatto di Pallas

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