Liguria, dietrofront su stop sanzioni a Russia per Crimea

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Un ordine del giorno, votato in fretta e furia all’unanimità e per alzata di mano a fine seduta, fa a suo modo un pezzo di storia del consiglio regionale della Liguria. Per la prima volta da quando ve ne sia memoria, infatti, l’assemblea legislativa si “rimangia” un atto approvato nel passato, chiedendone formalmente la revoca. Il tema è quello del conflitto russo-ucraino e la volontà dell’aula è quella di mostrare pieno sostegno alla popolazione di Kiev. Per questo, maggioranza e opposizione hanno impegnato, ieri sera, il presidente della giunta regionale e gli assessori competenti a “revocare ogni atto eventualmente ancora in essere che sia conseguente alla mozione numero 100 del 29 giugno 2016”. Un documento rimasto impolverato negli archivi dell’assemblea legislativa, ma piuttosto significativo alla luce del nuovo contesto geopolitico internazionale. Sei anni fa, nella precedente legislatura sempre guidata dal governatore Giovanni Toti, una mozione presentata dalla Lega con il sostegno di tutto il centrodestra e votata all’unanimità esortava, infatti, governo e Parlamento a costituire un Comitato contro le sanzioni alla Federazione russa per l’annessione della Crimea e a riconoscere il diritto di autodeterminazione della Crimea. Il documento richiamava “i danni irreversibili all’economia” interna provocati dalle sanzioni allora decise dalle istituzioni europee e chiedeva al governo italiano di impegnare l’Unione europea a ritirarle immediatamente, riprendendo il dialogo con la Federazione Russa e modificando la propria posizione sulla questione Crimea, riconoscendo “la volontà espressa dal Parlamento di Crimea e dal popolo mediante un referendum”. Adesso, però, la Russia è il nemico numero uno e quel sostegno viene fatto venire meno, anche formalmente “considerato l’aggravarsi della situazione politica, le gravi violazioni al diritto internazionale e ai diritti umani dei civili, nonché il rapido deterioramento della situazione umanitaria sul campo”, come si legge nell’ordine del giorno approvato ieri. Il documento, sottoscritto da tutti i capigruppo, è stato pensato dal dem Luca Garibaldi: “Era un atto dovuto, bisognava prendere una posizione chiara per difendere i diritti della popolazione civile- spiega il capogruppo del Pd all’agenzia Dire- eliminiamo una macchia e una contraddizione che, visto quanto sta succedendo nelle ultime settimane, non poteva essere mantenuta: bisognava prendere una posizione chiara contro le azioni portate avanti dalla Federazione russa per difendere I diritti della popolazione civile”. Per ribadire la posizione dell’aula a sostegno della popolazione ucraina, lo stesso provvedimento votato richiama anche altri quattro ordini del giorno approvati all’unanimità in via Fieschi, in tempi più recenti, su cui si rinnova l’impegno dell’esecutivo regionale: tre delle ultime settimane riguardanti il conflitto russo-ucraino, uno in merito al sostegno alla risoluzione del Parlamento europeo per la liberazione immediata e incondizionata di Alexei Navalny, datato 20 aprile 2021. (fonte Agenzia Dire)

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