La lettera: Il Nord e il turismo politico

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Alla c.a. Stefania Piazzo – Direttore La Nuova Padania

Premetto che accolgo sempre con interesse tutte le iniziative che hanno come obiettivo la promozione della causa padana. Pratico questo atteggiamento anche per seguire il mio personale motto di ispirazione longobarda e confuciana (“Non importa da dove sia stata scagliata la freccia, quando colpisce il bersaglio”) che mi spinge a prediligere l’effettivo obiettivo di una iniziativa piuttosto che basarmi esclusivamente sulle sue asserite motivazioni fondanti. Tuttavia, nel caso del Comitato Nord, non ho potuto fare a meno di avvertire fin da subito, a livello personale, qualcosa che ha  turbato il mio stato emotivo. Precisando che per me la Padania è appunto una emozione. E qualcosa ha turbato questa emozione. In questa caso, rileva certamente il fattore individuale e la mia esperienza personale che mi portano a valutare criticamente certi fatti ed avvenimenti.

Quindi, oltre agli effetti, in questo caso, ci sono anche degli affetti avversi. Non dico che questo mia atteggiamento sia intenzionale, ovvero, pregiudizievolmente negativo,, tuttavia, non ho potuto fare a meno di avvertire questo disagio. Mi riferisco alla circostanza che questa iniziativa sia stata promossa da politici che, in questi anni, hanno deciso di aderire alla svolta nazionalista e tricolore di Matteo Salvini. Molti di loro, grazie a questa scelta, hanno potuto ottenere anche affermazioni politiche ed elettorali. Una scelta che, necessariamente, è consistita nella “archiviazione” della Padania. Scelte chiaramente legittime ma certamente antitetiche. Turismo politico? Ora, la riscoperta del “Nord” e delle sue istanze da parte di questi politici, come se in questi anni queste scelte non avessero prodotti certi effetti, in ultimo, la clamorosa debacle elettorale al Nord della Lega di Salvini e la contrapposta affermazione dei romano-centrici Fratelli d’Italia, risulta molto difficile da comprendere per quelli che, come me, in tutti questi anni, non hanno mai praticato questa forma di “turismo” e hanno cercato, forse un po’ ingenuamente, di rimanere fedeli alla proprie idee e alla Padania. Molto difficile.

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