La lettera: Cittadinanza a punti. E per caso Saman, galera, confisca e revoca di tutti i diritti agli assassini

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Gentile direttore,

da giorni assistiamo ad una vicenda sconcertante: la ricerca di una ragazza mussulmana scomparsa e probabilmente uccisa a causa del suo rifiuto di un modello di vita imposto. E non è che l’ultimo episodio di una lunga serie.

Basta parole. Bisogna passare ai fatti. Bisogna estirpare il male alla radice. E per fare ciò, non serve un’aspirina, ma ci vogliono cure drastiche.

Ma non ci vogliono grandi rivoluzioni, bastano poche norme.

A chiunque verrà condannato, complici compresi:

  • 50 anni di reclusione senza sconto di pena
  • confisca di tutti i beni
  • revoca di ogni diritto, compreso il permesso di soggiorno o la cittadinanza, in caso di cittadini extracomunitari.

Inoltre, per reati meno gravi, ma sempre “importanti”, la cittadinanza a punti, proprio come la patente. Una volta ottenuta, se ti macchi di reati vengono tolti dei punti in base alla gravità del reato commesso, fino alla totale revoca nei casi più gravi.

A mali estremi, estremi rimedi.

Pierluigi Crola

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