Referendum territori occupati da Russia. Mosca annuncia successo

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 L’affluenza alle urne al referendum sull’adesione alla Russia nella regione separatista ucraina di Lugansk ha superato il 76% dopo il terzo giorno di votazioni, ha affermato domenica il capo della commissione elettorale “Questa percentuale significa che il referendum ha avuto successo”, ha detto ai giornalisti Yelena Kravchenko, secondo quanto riferisce Ria Novosti. L’affluenza alle urne nella regione di Kherson domenica è stata del 48,91% secondo Ria, mentre a Zaporizhzhia il 51,55% aveva votato. L’affluenza alle urne nella Repubblica popolare di Donetsk ha superato il quorum dle 50%, secondo il presidente della Camera civica di Donetsk, Alexander Kofman. Il governatore filorusso di Donetsk, Denis Pushilin, ha affermato che gli osservatori stranieri non hanno segnalato alcuna violazione. 

 Secondo l’agenzia di stampa statale russa Tass, i primi exit poll rivelano che il 93% delle schede elettorali si esprime a favore dell’adesione alla Russia nel primo giorno del referendum nella regione di Zaporizhzhia. Per quanto riguarda l’autoproclamata repubblica del Donetsk (Rpd), L’ambasciatrice a Mosca Olga Makeeva – citata dalla Tass – riferisce che piu’ di 236.000 cittadini hanno espresso il loro voto. Secondo il presidente della Commissione elettorale centrale Vladimir Vysotsky, oltre 850.000 persone hanno votato al referendum nel Donetsk in due giorni: l’affluenza ha raggiunto il 55,05%. La commissione elettorale della regione di Kherson ha registrato un’affluenza alle urne del 31,79% dopo due giorni di referendum, ha dichiarato la presidente della commissione elettorale. L’affluenza nel Lugansk fino a ieri sera alle 20 e’ stata del 45,86%: piu’ di 624.000 persone hanno votato in due giorni, ha dichiarato il capo della Commissione elettorale Elena Kravchenko. I referendum sull’adesione alla Russia sono iniziati nelle Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk e nelle aree occupate dai russi delle regioni di Kherson e Zaporizhzhia il 23 settembre. Proseguiranno fino al 27 settembre.

La Serbia non riconoscerà i risultati dei referendum organizzati dalla Russia per l’annessione nei territori occupati del sud e dell’est dell’Ucraina. Lo ha affermato il ministro degli Affari esteri serbo, Nikola Selakovic, citato da Rts.In merito ai referendum, Selakovic ha affermato che la Serbia, visti i principi del diritto internazionale e i propri interessi, non può riconoscere i risultati. “Prima di tutto, aderiamo fondamentalmente ai principi del diritto internazionale e alla Carta delle Nazioni Unite; in secondo luogo, ciò contraddirebbe completamente i nostri interessi statali e nazionali e la nostra politica di preservare l’integrità territoriale, la sovranità e i principi di inviolabilità dei confini”, ha affermato Selakovic. 

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