Putin e Zelensky al telefono col primo ministro israeliano Bennet. Kharkiv resiste, cede Kherson

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ll presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi un colloquio telefonico on il primo ministro israeliano Naftali Bennett, secondo quanto riferisce oggi l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, e un altro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a quanto segnala il Jerusalem Post. Zelensky ha chiesto proprio oggi, via Twitter, il sosteno della pubblica opinione israeliana contro l’invasione russa. Il portavoce di Bennett ha detto che i due hanno “continuato la conversazione iniziata venerdì, quando avevano concordato di tenersi in contatto”. Zelensky ha diffuso un messaggio tradotto in ebraico nel quale ha elencato i siti ebraici colpiti dagli attacchi russi e ha accusato Mosca del bombardamento del memoriale dell’Olocausto Babyn Yar a Kiev, dove sono “ricordate 100mila persone uccise dai nazisti”. Il presidente israeliano Isaac Herzog ha condannato il bombardamento del memoriale, come ha fatto il ministro degli Esteri Yair Lapid, ma nessuno dei due ha citato esplicitamente la Russia. Due ore dopo, Bennett ha sentito Putin che, secondo il Cremlino, ha esplicitato al leader israeliano la posizione russa nei negoziati.

 Il ministero della Difesa britannico ritiene che l’avanzata russa su Kiev stia venendo ritardata da un concorso di cause tra le quali la “ferma resistenza ucraina, i guasti meccanici e la congestione” dell’enorme numero di veicoli coinvolti su una strada insufficientemente agibile. In questo modo, la colonna russa “rimane a più di 30 km dal centro della città”. Come recita l’ultimo rapporto dell’intelligence di Londra “la colonna ha fatto pochi progressi apprezzabili in oltre tre giorni”.

Sul resto del territorio, “Nonostante i pesanti bombardamenti russi, le città di Kharkiv, Chernihiv e Mariupol rimangono in mano ucraina. Alcune forze russe sono entrate nella città di Kherson ma la situazione militare rimane poco chiara”. Il rapporto aggiunge che il ministero della Difesa russo “è stato costretto ad ammettere” che 498 soldati russi sono già stati uccisi e 1.597 feriti nella guerra di Putin, aggiungendo che il numero effettivo di morti e feriti “sarà quasi certamente considerevolmente più alto” e potrà continuare a salire.

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