Putin annulla l’assalto finale all’acciaieria di Mariupol e “grazia” chi si arrende

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 Il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato di annullare quello che si preannunciava come l’assalto finale allo stabilimento Azovstal di Mariupol, estrema roccaforte di resistenza delle forze ucraine nella città portuale che rappresenta un punto cruciale per la campagna d’occupazione del Cremlino e che di fatto è ormai espugnata. L’ordine di arresto dell’attacco è stato impartito dal comandante supremo questa mattina in un faccia a faccia con il ministro della Difesa Sergei Shoigu. Allo stesso tempo, Putin ha però chiesto a Shoigu di “sigillare l’area” di modo che “non possa scappare via nemmeno una mosca”. Secondo Shoigu, per “liberare” completamente l’Azovstal sarebbero occorsi ancora tre o quattro giorni ma adesso bisognerà vedere che cosa comporterà lo stop imposto da Putin il quale ha definito “inappropriata” la “proposta di assalto alla zona industriale”. Per questo, ha detto il leader del Cremlino a Shoigu, “Ti ordino di cancellare. Questo è un il caso in cui dobbiamo pensare – dobbiamo pensare sempre, ma in questo caso ancora di più – a salvare la vita e la salute dei nostri soldati e ufficiali. Non c’è bisogno di arrampicarsi in queste catacombe “, ha spiegato. 

 Il presidente russo ha chiesto al ministro della Difesa Sergei Shoigu di invitare ancora una volta tutti coloro che non hanno consegnato le armi a Mariupol a farlo, aggiungendo che la Federazione russa garantisce loro la vita e le cure mediche. “Ancora una volta, suggerisci a tutti coloro che non hanno ancora deposto le armi di farlo. La parte russa garantisce la loro vita e un trattamento dignitoso in conformità con gli atti legali internazionali pertinenti. Tutti coloro che sono feriti riceveranno assistenza medica qualificata”, ha detto Putin.

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