Negoziati in viedoconferenza, Mosca e Kiev ci riprovano. La Cina teme ripercussioni sanzioni su economia Pechino

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Riprendono i negoziati in videoconferenza tra le delegazioni di Mosca e Kiev, interrotti ieri per una “pausa tecnica”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che i colloqui stanno andando “abbastanza bene” e ha ribadito la richiesta di “pace, cessate il fuoco immediato e ritiro delle truppe russe”. In serata il premier britannico Boris Johnson si rechera’ a Riad per incontri con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman nella speranza di ottenere un aumento della produzione di gas e petrolio che possa compensare quello russo.

Da Pechino, il ministero degli Esteri cinese Wang Yi ha sottolineato che la Repubblica popolare “non fa parte della crisi, tanto meno vuole essere colpita dalle sanzioni” occidentali decretate contro la Russia in risposta all’invasione dell’Ucraina. Secondo gli Usa, Mosca ha chiesto aiuto a Pechino e questa sarebbe disponibile a dare sostegno finanziario e militare; una circostanza che avrebbe conseguenze, ha avvertito Washington. Sul terreno, la capitale – quasi completamente circondata dalle truppe di Mosca – e’ nuovamente finita sotto le bombe russe prima dell’alba, quando sono state riferite almeno tre forti esplosioni. Nel mirino, in particolare, il distretto di Svyatoshynskyi, vicino al sobborgo di Irpin, teatro di intensi combattimenti negli ultimi giorni. Tra gli edifici colpiti, un palazzo di 16 piani che ha preso fuoco; almeno due persone sono morte mentre in 27 sono state tratte in salvo. Sotto attacco anche un edificio residenziale nella zona di Podilsk. Mosca ha fatto sapere che le sue forze hanno preso il pieno controllo di tutto il territorio della regione meridionale di Kherson. Intanto, e’ stata ristabilita la corrente elettrica alla centrale nucleare di Chernobyl dopo che ieri l’impianto era tornato a dipendere dai generatori diesel perche’ le linee erano state nuovamente danneggiate. 

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