Meno gas in Europa, è Putin che ci sta già sanzionando. Sono mesi che preparano il campo per metterci alle strette

Lettura 1 min

 Sul gas “Putin ci sta mettendo con le spalle al muro”. Lo dice a LaPresse Matteo Villa, analista dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale), parlando di un pezzo importante della crisi tra Russia e Ucraina, quello della situazione energetica. Secondo Villa – che ricorda come Gazprom, la società russa, stia già rifornendo tra il 25 e il 40% in meno di gas, ma che con i prezzi quadruplicati stia facendo un sacco di soldi – “sono mesi che stanno preparando il campo per mettere l’Europa alle strette”. In effetti – spiega l’analista pensando alle possibili sanzioni – vogliono dirci che a essere dipendente nel breve periodo è l’Europa, e non loro. “Questo – osserva – riduce lo spazio negoziale”. 

“Non ci sarà il blocco di tutte le forniture”, osserva Villa ricordando che “dall’Ucraina di gas ne passa sempre di meno: “Oggi ci sono tutte le alternative al passaggio in Ucraina del gas russo, anche senza Nord stream 2. Ci sono il Nord stream 1, il Turk stream e l’altro gasdotto dalla Bielorussia alla Polonia”. Nel 2010 – continua l’analisti Ispi – passava “oltre l’80%” di gas, “oggi siamo al 10%; quindi tutti i flussi che vuole mandare in Europa, la Russia può farlo. A giugno ha ridotto del 25%, a gennaio quando sono scattati i nuovi contratti del 40%. Putin ci sta mettendo alle strette. La Russia non ne ha bisogno, anche perché dalla crisi Gazprom ci sta guadagnando, dal momento che pur operando un taglio i prezzi del gas si sono quadruplicati. Questo significa che sta facendo un sacco di soldi. Gazprom è ai massimi dal 2011″. 

 Quindi – prosegue Villa – “Putin vuole tenerci alla canna del gas. Sostanzialmente ci sta già sanzionando. Per Gazprom, tra l’altro, non ha senso ridurre a zero la fornitura ma gli è sufficiente tagliare quel tanto che basta per dsitruggere il mercato del gas e tenerlo sotto pressione”. “E’ da mesi che stanno preparando il campo per mettere l’Europa alle strette, con le spalle al muro – rileva – con lo stoccaggio ai minimi e appena passato dicembre riducendo ancora e mantenendo un andamento tra il meno 25 e il meno 40%”. “Più che frenare la ripresa – conclude Villa – in questo modo loro vogliono dirci che quelli dipendenti nel breve periodo siamo noi. E questo riduce notevolmente lo spazio negoziale”. 

Foto di Mykola Makhlai

Servizio Precedente

Pasta e pane a rischio – Divella, verso stop produzione, scaffali presto vuoti

Prossimo Servizio

Blocco autotrasporto, produttori ortofrutta al collasso

Ultime notizie su GUERRA IN EUROPA