Tampone in ingresso? Il sindaco di Trieste: qui da noi impraticabile, code da 30-40 km

Lettura 1 min

“Il problema è sempre il solito, quelli che si presentano in Italia senza vaccinazione e senza green pass. Però davanti ai numeri dei Tir che arrivano ogni giorno, sarà complicato metterli tutti in fila e cominciare a controllarli. Vuol dire creare file di 30-40 chilometri”. Non ha dubbi il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, che misure anticontagio vadano assunte, e ribadisce la sua preferenza per l’obbligo vaccinale. Quello che lo lascia scettico, spiega alla Dire, è quanto siano realizzabili in una città di confine come Trieste, punto di riferimento economico dell’area, le nuove disposizioni del ministro della Salute, che prevedono per l’entrata in Italia la quarantena di cinque giorni per i non vaccinati, e il tampone anche per i cittadini Ue con green pass. “Vedremo cosa decideranno, perché ci saranno sicuramente delle deroghe- continua Dipiazza- perché non si può bloccare tutto. Anche l’Europa mi pare che abbia da dire su questo. Dall’altra parte, qualcosa dobbiamo fare, perché sia l’Austria sia la Slovenia sono ora particolarmente afflitte da questa pandemia”. Molto netto invece il presidente dell’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico orientale, Zeno D’Agostino, nonostante proprio il porto di Trieste sarebbe più ostacolato dalle nuove misure. “Per quanto ci riguarda, chi viene in porto è vaccinato”, spiega il presidente. E per i certificati richiesti ai camionisti stranieri, conclude, “saranno affari loro. Noi abbiamo delle regole, sono regole italiane, e in porto sono rispettate”. (Fonte Dire)

Servizio Precedente

Fedriga, stato d'emergenza? Non mi straccio le vesti

Prossimo Servizio

La replica di Zaia e Fontana: Serve l'autonomia, non più Stato centrale

Ultime notizie su Friuli VG