Sciopero gestori piscine, travolti da pandemia e caro bollette

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La protesta dei gestori delle piscine, prima ancora dello sciopero indetto a livello nazionale per domenica prossima, 6 febbraio, in Emilia-Romagna ha già smosso le acque. Tanto che oggi il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha chiesto un incontro agli stessi gestori proprio per oggi. A renderlo noto è la Uisp, che si schiera a supporto della protesta. In Emilia-Romagna, il coordinamento regionale dei gestori ha chiesto in particolare alla Regione la creazione di un nuovo Bonus piscine, mentre ai Comuni si chiede una ridefinizione dei piani economico-finanziari e delle convenzioni. Al Governo, invece, la richiesta riguarda un fondo di sostegno da 150 milioni di euro, l’estensione dell’ecobonus 110%, aiuti sul caro bollette. Lo sciopero di domenica prossima, del resto, serve proprio a rimarcare la crisi del settore, tra emergenza Covid e caro bollette, e chiedere aiuti immediati. “Senza alcuna esitazione Uisp sostiene ed è a fianco dei gestori degli impianti natatori- afferma il presidente Uisp Emilia-Romagna, Enrico Balestra- impianti di cui spesso i nostri comitati territoriali sono responsabili. È una battaglia che ci vede in prima linea perché pensiamo che se esiste un servizio pubblico sportivo, un bene comune da salvaguardare, proteggere e rilanciare, un presidio di salute e socialità, è per definizione dentro le piscine e i centri sportivi di proprietà pubblica, non certo nelle grandi imprese dello sport professionistico. Imprese che certo hanno il diritto di essere sostenute al pari delle altre imprese in difficoltà, ma l’ordine di priorità governative dovrebbe essere diverso”. Balestra non risparmia per questo critiche anche al numero uno della Federazione Italiana Nuoto, Paolo Barelli.

“La Fin è rappresentata a livello nazionale da un influente parlamentare- sottolinea il presidente regionale Uisp- una figura importante dentro le Istituzioni e al Governo, che ha un filo diretto con esse e potrebbe far sentire la voce del nostro movimento in maniera perentoria”. Invece, attacca Balestra, “da oltre due mesi le priorità sono state altre. Il caro bollette e la situazione tragica che stiamo vivendo, economicamente, tra le corsie non poteva e non può più aspettare: le società sportive esigono di non essere dimenticate o messe in secondo piano”. Insieme a risposte immediate, continua il numero uno della Uisp Emilia-Romagna, “serve anche ripensare a un settore che non sarà mai quello di prima. Oggi c’è una transizione post pandemia, poi ci sarà un futuro che va costruito su due direttrici: sostenibilità ed equità. Il rischio è che l’impianto al chiuso, col caro bollette, costi due o tre volte tanto rispetto a prima e che lo sport torni a diventare una questione per ricchi”. Le riforme dello sport, insiste Balestra, “sono centrali, ma se passa quella sul lavoro sportivo, sacrosanta se la osserviamo da un punto di vista sindacale, comporterà un 25-30% di costi aggiuntivi. Uniamo questa cosa al caro energia e capiamo che lo sport diventerà qualcosa di insostenibile in pochi mesi”. A conti fatti, dunque, secondo il presidente regionale Uisp, il fondo di sostegno da 150 milioni di euro chiesti dai gestori delle piscine “sono la misura necessaria a tamponare l’emergenza, mentre la proposta di un bonus simile al 110% rivolto agli impianti sportivi e all’edilizia pubblica potrebbe rappresentare la colonna portante del rinnovamento delle nostre infrastrutture sportive”. Come Uisp, aggiunge poi Balestra, “dobbiamo lottare per il ritorno alla socialità ma anche per combattere le diseguaglianze che stanno crescendo”. 

Foto di Serena Repice Lentini

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