Reggio Emilia. La testimonianza di una sanitaria e malata oncologica: negato il vaccino

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Ha affidato in una testimonianza diretta su Il resto del Carlino la sua agghiacciante esperienza. Che scrive è Marina Sensati, operatrice sanitaria e malata oncologica. Le hanno negato il Pfizer durante il primo ciclo di iniezioni. E Astrazeneca non può farlo perché assume farmaci.

Insomma, una condanna.

Ecco alcuni passi salienti della sua denuncia.

Invalidi. Disabili. A Reggio ci chiamano persone fragili. Dicono che abbiamo diritto alla bellezza. Organizzano per noi progetti intensi, innovativi, che tengono conto dei nostri desideri e delle nostre aspirazioni. Tutto molto profondo. Eticamente ineccepibile. Finché non arrivano la quotidianità, la pandemia, le vaccinazioni. Allora emerge chiaro, immediato, banale, che, semplicemente, non contiamo niente. Non abbiamo un Ordine. Non un sindacato potente. Siamo troppo pochi, per avere un peso politico”.

Infatti va subito al cuore del problema:

“E allora succede che non rientriamo in nessun progetto e in nessuna pianificazione vaccinale. Troppo giovani per il vaccino Pfizer. Troppo malati per Astrazeneca. In una campagna gestita in modo difficilmente comprensibile, porto il mio personale esempio, per dare voce a tutti quelli che si trovano nella mia stessa situazione”.

Marina ha 43 anni, è una libera professionista in ambito sanitario. Quindi ha diritto al 100% al vaccino. Ma inizia il calvario.

“Vengo convocata a fine gennaio per la prima dose di Pfizer. La sera prima mi comunicano che le dosi sono finite e la mia vaccinazione viene sospesa. Vengo anche intimata di non telefonare né chiedere vie prioritarie perché disturberei. Attendo paziente che vengano messe a disposizione nuove dosi. Nel frattempo vaccinano personale amministrativo degli ospedali, volontari, amici dei volontari. Dopo un mese viene generato un nuovo link di iscrizione per i professionisti sanitari, aderisco e vengo chiamata. Comunico al telefono la mia patologia, ma non è di competenza del call center darmi una risposta. Compilo il questionario e dichiaro la mia patologia, ma nessuno legge quel questionario perché non si è pensato di creare un programma che blocchi l’iscrizione al vaccino Astrazeneca per chi abbia una patologia o assuma cortisone”.

Tutto chiaro? Anche troppo. Ma Marina si fa forza e va a fare il vaccino. Due ore di coda. Ecco, tocca a lei… ma invece no.

“Due ore di coda e 5 secondi per dirmi che no, io quel vaccino non posso farlo. Arrivederci e grazie. Troppo malata per fare Astrazeneca, troppo giovane per fare Pfizer. Quello stesso Pfizer che ora è prenotato per gli anziani che ne hanno giustamente diritto. Ma che inizialmente è stato dato a tutti, anche a chi aveva l’età e la salute per poter fare Astrazeneca”.

Che dice il Cts? Che dice il commissario, nuovo, all’emergenza? Che dice il governatore Bonaccini? Che dice il ministro Speranza? Ci sono diritti o ci sono solo vigili attese come è accaduto per un anno per i malati di covid a casa?

https://www.ilrestodelcarlino.it/reggio-emilia/cronaca/vaccino-covid-malata-1.6102095


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