Blitz antidroga al Pilastro a Bologna. Il sindaco: Quella citofonata di Salvini fu dannosa. E se avesse ritardato lavoro indagini?

Lettura 2 min

“La citofonata di Salvini al Pilastro è stata una cosa assai grave e stupida. Una condotta motivata per cercare il solo profitto personale, per altro malamente, come sappiamo dai risultati elettorali”. È quanto dice sul suo profilo Facebook il sindaco di Bologna Matteo Lepore, commentando l’arresto di ieri di 25 persone al Pilastro in un’importante operazione antidroga. “Talvolta – scrive ancora – chi ricopre incarichi importanti nelle istituzioni viene a conoscenza di indagini da parte delle forze di polizia nel corso del proprio lavoro. Sarà capitato sicuramente più volte anche a Matteo Salvini quando era Ministro degli Interni. In questi casi è fondamentale mantenere la riservatezza. Non ho sufficienti elementi per dire se Salvini allora commise un reato, ma certamente ha messo a rischio e forse ritardato il lavoro di chi da tempo probabilmente stava conducendo indagini di estremo rilievo”. 

Come recitano le agenzie, ” Anche la famiglia residente nel rione bolognese del Pilastro a cui il leader leghista Matteo Salvini citofonò nel gennaio del 2020, chiedendo se in quella casa si spacciava, è coinvolta nell’indagine antidroga della Polizia di Bologna che ha portato all’emissione di 25 misure cautelari, quasi tutte già eseguite. In particolare, a quanto si apprende, il padre 60enne del ragazzo destinatario della citofonata è finito in carcere, la madre è indagata – ma nei suoi confronti non sono state disposte misure cautelari – un figlio della coppia ha ricevuto l’obbligo di permanenza in abitazione e per il suo fratellastro, ancora irreperibile, è stata disposta la custodia in carcere”. (Fonte Dire).

Servizio Precedente

Crisi del grano, gli Usa non ci pensano a revocare le sanzioni

Prossimo Servizio

BUONI POSTALI FRUTTIFERI PRESCRITTI. CODACONS: IL CONSUMATORE HA DIRITTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO

Ultime notizie su Emilia Romagna