Irlanda del Nord, domani si vota. Esito non indifferente per effetti della Brexit

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 Si tratta di elezioni considerate di portata “storica”, con un impatto che potrebbe potenzialmente superare i confini della nazione devoluta e determinare gli sviluppi politici anche nel resto del Regno Unito. Il vantaggio che i sondaggi accordano attualmente al partito nazionalista Sinn Fein determinerebbe infatti un cambiamento negli equilibri parlamentari a Belfast tanto quanto un ulteriore segnale di allarme per il governo britannico guidato da Boris Johnson, gia’ alle prese con numerosi fronti di crisi interna. A questo va aggiunto il delicato tema degli accordi post Brexit e in particolare il Protocollo sull’Irlanda del Nord, oggetto di confronto anche nel dibattito televisivo tra i cinque principali candidati tenutosi ieri sera.

I leader dei cinque principali partiti dell’Irlanda del Nord si sono scontrati nell’ultimo dibattito televisivo della campagna elettorale per lo Stormont, l’Assemblea legislativa di Belfast, per cui si votera’ domani, giovedi’ 5 maggio. Al dibattito hanno partecipato il leader del Partito democratico unionista (Dup), Jeffrey Donaldson, la vicepresidente del partito indipendentista Sinn Fe’in, Michelle O’Neill, la leader dell’Alleanza Naomi Long, il presidente del Partito socialdemocratico e laborista, Colum Eastwood e il leader del Partito unionista dell’Ulster, Doug Beattie. I cinque candidati hanno parlato delle sfide causate dell’aumento dell’inflazione, della situazione del servizio sanitario mentre si procede verso la fine della pandemia e, soprattutto, del protocollo sull’Irlanda del Nord inserito nell’accordo commerciale post Brexit fra Regno Unito e Unione europea. Il leader del Dup ha definito la questione della riforma del protocollo come “fondamentale” per la formazione di un nuovo esecutivo di coalizione, una prassi prevista dall’Accordo del Venerdi’ santo del 1998. Tale posizione e’ stata attaccata dall’esponente dello Sinn Fe’in O’Neill, che ha accusato il Dup di tenere i cittadini “in ostaggio” in una situazione gia’ di grande difficolta’ determinata dal tasso elevato dell’inflazione. 

La leader dell’Alleanza Naomi Long in caso di successo elettorale, invece, si e’ detta pronta a formare un esecutivo di coalizione. “Penso che sarebbe osceno, in un momento in cui i veri problemi che devono affrontare le persone sono la crisi del costo della vita, le pressioni sul servizio sanitario, il cambiamento climatico, se dovessimo continuare a prendere gli stipendi senza svolgere il nostro lavoro”, ha detto Long. Le elezioni di domani serviranno ad eleggere i 90 parlamentari che compongono lo Stormont: dagli esiti del voto si determinera’ la composizione del nuovo esecutivo che guidera’ la nazione devoluta britannica.

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