Bernardelli (Grande Nord): Il 25 settembre la partitocrazia del polo di centrosinistra e di centrodestra non avrà il nostro voto

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“GRANDE NORD: State sereni, il Nord non voterà la vostra partitocrazia romana”. In una nota diffusa alla stampa, l’onorevole Roberto Bernardelli spiega la posizione del movimento davanti agli schieramenti che, denuncia Grande Nord, ripropongono il vecchio schema della partitocrazia romana.

In altre parole, un Giano bifronte, che non rappresenta la questione settentrionale ma solo la necessità di conquistare più collegi possibili con questa legge elettorale.

“Il Nord non è Roma. Non è rappresentato né dal polo di Roma di centrosinistra né dal polo di Roma di centrodestra”, afferma Bernardelli, presidente di Grande Nord.
“Il territorio è ancora una volta invisibile nei programmi degli schieramenti. Una ammucchiata per non perdere le poltrone non può essere utile al Nord, la questione settentrionale è la grande assente. La sola preoccupazione dei partiti di Roma è dividersi i collegi con questa legge elettorale che premia chiunque sposi per convenienza una bandiera, non importa se uguali o diversi, purché si vinca un seggio”.

Nessuno schieramento rappresenta il Nord.

“Le Regioni e i Comuni restano privi di una rappresentanza politica – prosegue Bernardelli – nessuno ha nei programmi il federalismo, la responsabilità di spesa, i trasferimenti a chi governa in modo virtuoso, le tasse a casa nostra. Vergognosamente vanno in scena le promesse sulle pensioni, sul “meno tasse per tutti”. Sembra un film invece è quello che ci chiedono di votare”.

Secondo Grande Nord, meglio aspettare le amministrative per schierarsi e decidere il futuro dei territori.
“Noi sceglieremo il futuro del Nord quando a Comunali e Regionali potremo decidere davvero il nostro futuro. Il 25 settembre non cambierà nulla, è già tutto deciso, ovvero che tutto continui come ora, col debito pubblico scaricato sulle imprese, sulle famiglie, con promesse elettorali da voto di scambio, unico linguaggio della partitocrazia romana del polo di centrosinistra e del polo di centrodestra. Sono uguali, da sempre. Noi non li voteremo”.

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