Vaccino made in Italy? Se ne parla a fine 2021

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“Il confronto, molto positivo, con il Governo è in questa fase finalizzato a verificare non solo la possibilità di trovare altre aziende per procedere all’infialamento dei vaccini anti Covid, ma soprattutto per verificare se ci sia la possibilità di attivare in tempi brevi la produzione del cosiddetto bulk (sostanza attiva biologica). Per motivi legati alla tecnologia questo potrebbe non realizzarsi nei tempi molto brevi che tutti vorremmo, ma stiamo facendo il possibile per verificarne la fattibilità. Le imprese sono impegnate in queste ore a proporre progetti seri, in vista della prossima riunione convocata mercoledì mattina presso il ministero dello Sviluppo Economico”.

Lo ha detto Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, in audizione in Commissione Igiene e Sanità del Senato. Scaccabarozzi ha comunque invitato a considerare che “anche le altre collaborazioni già annunciate a livello internazionale prevedono che la produzione abbia inizio tra fine 2021 e il 2022, perché il tema tecnologico è comune non un gap italiano. Inoltre la capacità produttiva potrebbe essere installata per il medio termine con diverse finalità per fare fronte a vaccinazioni che potrebbero essere periodiche, come nel caso dell’influenza”.

L’Italia, poi, potrebbe diventare “un hub per la produzione destinata a Ue e ai Paesi extra Ue. E dotarsi di infrastrutture in caso di esigenze future, come varianti Covid o altre pandemie”. 

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