VACCINO MADE IN ITALY. CORTE DEI CONTI BOCCIA FINANZIAMENTO DEL GOVERNO

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La Corte dei Conti boccia il decreto per il finanziamento del vaccino Reithera, ricusa il visto sull’atto e mette a rischio la fase tre della sperimentazione e l’arrivo, previsto per l’autunno, del primo siero anti-Covid italiano. La decisione, le cui motivazioni sono attese tra un mese, arriva come una doccia fredda, proprio quando la fase sperimentale è a buon punto. Fonti del Mise provano a rassicurare: “Il piano per la produzione vaccini va avanti, non dipende da questo evento”, fanno sapere, aggiungendo che il ministero “attende le motivazioni della decisione della Corte dei Conti”.

Dal canto suo, Reithera lascia meno spazio all’ottimismo e in una breve nota comunica di “prendere atto” di una decisione con la quale la Corte “blocca di fatto l’impegno preso a suo tempo dalle parti governative”. “Aspettiamo di conoscerne i rilievi per valutare gli impatti che questa avrà sull’operatività di Reithera”, chiosa. In particolare, la Corte dice no a all’accordo di sviluppo sottoscritto il 17 febbraio scorso dal Ministero dello Sviluppo economico, da Invitalia spa e dalla Società ReiThera srl, “volto a sostenere il programma di sviluppo industriale da realizzare presso lo stabilimento produttivo sito in Castel Romano”.

In merito al finanziamento, da parte di Invitalia, si tratta di 81 milioni di euro ma le agevolazioni concesse, in conformità alle norme sugli aiuti di Stato, ammontano a circa 49 milioni di euro: 41,2 milioni a fondo perduto e 7,8 milioni di finanziamento agevolato. I restanti 32 milioni sono invece fondi stanziati da ReiThera. L’attesa sul vaccino made in Italy è alta, anche perché gli esperti hanno evidenziato a più riprese come, con tutta probabilità le immunizzazioni contro il Coronavirus non finiranno con l’attuale campagna vaccinale. Superata la fase dell’emergenza, serviranno richiami e somministrazioni ulteriori, tanto che il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro, interpellato sulla vicenda, sottolinea: “E’ fondamentale che le sperimentazioni si possano condurre”.

La vicenda agita anche il mondo politico, con Fratelli d’Italia che parla di “scandalo” che “conferma una volta ancora la totale incapacità della gestione Conte-Arcuri-Speranza”. E il Movimento 5 stelle che, per bocca dell’ex ministro della Salute Giulia Grillo critica il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti chiedendo di riferire in Aula. Si attendono, tra 30 giorni, le motivazioni dei giudici, mentre fonti di Reithera assicurano che la volontà dell’azienda, “nonostante la decisione odierna della Corte dei conti è di voler comunque arrivare a presentare il lavoro all’Ema”. La sensazione, secondo le stesse fonti, non è quella di un no definitivo ma di un “congelamento per revisione”. 

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