Unimpresa, nel Dl Aiuti nessun taglio al costo del lavoro

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“Col decreto “aiuti bis” si e’ persa ancora una volta l’occasione di supportare concretamente il vero tessuto imprenditoriale italiano, la microimpresa, che rappresenta il 94,9% del totale delle attivita’ economiche del nostro Paese. Per le aziende piu’ piccole non si rintracciano, purtroppo, misure concrete che possano sostenere le stesse aziende in un momento sicuramente complicato per la nostra economia. In particolare, se da una parte, positiva (anche se con benefici davvero minimi per alcune fasce di reddito e totalmente inesistenti sopra determinati redditi) puo’ considerarsi l’abbattimento del cuneo fiscale per i lavoratori, mediante il taglio dei contributi previdenziali a loro carico di ulteriori 1,2 punti percentuali in aggiunta all’attuale riduzione dell’0,80%, non altrettanto puo’ dirsi per la totale assenza di una riduzione del costo del lavoro carico azienda e questo in uno scenario in cui le nostre imprese, soprattutto quelle con sedi operative nel Mezzogiorno, si vedono ferme al palo con due agevolazioni, quelle per l’assunzione delle donne e quelle dei lavoratori under 36 bloccate dal 30 giugno 2022 in attesa che arrivi il via libera dalla Commissione Europea di cui non si ha notizie, con la conseguenza che il costo del lavoro continua a lievitare drasticamente”.

Lo dichiara il consigliere nazionale di Unimpresa, Giovanni Assi. “Va comunque rilevato che il provvedimento contiene talune misure positive, tra cui l’innalzamento del tetto all’esenzione fiscale del welfare aziendale da 258 a 600 euro. Si tratta di una misura per la quale Unimpresa si e’ sempre battuta e che, seppure limitata al 2022, rappresenta un segnale da accogliere positivamente poiche’ riconosce l’importanza del welfare aziendale come strumento di sviluppo e di maggiore benessere sia per le persone sia per le aziende. Tuttavia, ci auguriamo che sia solo l’inizio di un percorso che porti a scelte molto piu’ coraggiose, poiche’ il welfare puo’ (e deve) rappresentare uno strumento determinante per la competitivita’ dei salari e, al tempo stesso, per l’abbattimento del costo del lavoro” aggiunge Assi.

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