Unimpresa, in Italia una deglobalizzazione nascosta

3 Giugno 2024
Lettura 1 min

di Gigi Cabrino – La relazione del governatore di Bankitalia Fabio Panetta è stata analizzata dall’ufficio studi di Unimpresa.

Tra il 2019 e il 2023, la crescita economica in Italia è stata pari a cinque volte quella della Germania e a più del doppio rispetto alla Francia. Se il pil italiano, infatti, è salito del 3,5% nei cinque anni in esame, quello tedesco è aumentato di appena lo 0,7% e quello francese dell’1,5%.

Le ragioni di questa dinamica, assai più importante rispetto a quelle delle altre due grandi economie europee, risiedono in tre fattori: gli aiuti pubblici, i tassi d’interesse bassi per la quasi totalità del quinquennio in esame, la ristrutturazione del tessuto produttivo.

Per tutte queste ragioni, nonostante l’economia italiana registri la minor crescita negli ultimi 25 anni, nell’area euro, con i redditi inferiori di un quarto proprio rispetto a Germania e Francia, e il reddito disponibile sai fermo ai livelli del 2000, il nostro Paese non è condannato alla stagnazione.

È quanto segnala il Centro studi di Unimpresa, dopo aver analizzato le considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta.

Secondo il Centro studi di Unimpresa, l’economia dell’area euro dà segnali di ottimismo laddove si consideri che la stagnazione persistente da fine 2022 sembra ormai aver lasciato spazio, in particolare dall’inizio dell’anno in corso, a segnali di ripresa incoraggianti.

In particolare, sono importanti sia l’aumento degli stipendi definiti nell’ambito dei rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro sia il consequenziale recupero del potere d’acquisto delle famiglie: il pil dell’area euro, infatti, potrebbe crescere dell’1,5% nel 2024.

Commenta anche la presidente di Unimpresa Giovanna Ferrara.
«Di là dalle valutazioni sulle riforme e sulla finanza pubblica, tra i passaggi che meritano maggiore considerazione, nella relazione del governatore, segnalo due aspetti, solo apparentemente minoritari. Il primo riguarda il commercio internazionale: secondo Panetta, si è interrotto il processo di rapida integrazione dell’economia mondiale e di fatto, senza che nessuno lo dica apertamente, stiamo andando incontro alla deglobalizzazione. L’altro aspetto riguarda la produzione con le imprese, italiane ed europee in generale, che stanno riorganizzando i loro stabilimenti, riportando le fabbriche in Europa: se, da un lato, il meccanismo di reshoring rappresenta una opportunità di sviluppo interno, dall’altro occorre prestare attenzione al rischio di un ritorno al protezionismo»

Gigi Cabrino nato a Casale Monferrato (AL) nel 1977, laureato in economia aziendale, in Teologia e specializzato in servizi socio sanitari, padre di quattro figli. Consigliere comunale a Villanova Monferrato per due mandati a cavallo del secolo scorso e a San Giorgio Monferrato dal 2019. Lavoro nella scuola pubblica da alcuni anni come insegnante prima e tra il personale non docente poi. Atleta di fondo e mezzofondo da sempre.

IL GIORNALE

Direttrice: Stefania Piazzo
La Nuova Padania, quotidiano online del Nord.
Hosting: Stefania Piazzo

Newsletter

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Servizio Precedente

Caso Mattarella – Lega Italexit versione elezioni. Dopo il Capitano, anche il Generale: La nostra sovranità non si cede

Prossimo Servizio

Meloni, deterrenza indispensabile per soluzioni diplomatiche

Ultime notizie su Economia

La “solita” procedura d’infrazione?

di Gigi Cabrino – Era prevista ed è arrivata.La commissione UE ha avviato una procedura di infrazione contro Italia, Francia e altri cinque paesi: Belgio, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. Nella valutazione
TornaSu