Trasporti: Legambiente, nel 2021 in calo passeggeri treni, differenze tra Nord e Sud

9 Febbraio 2022
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Nel 2021, i passeggeri in circolazione si sono ridotti su tutti i treni, dell’alta velocita’ e Intercity (fino a -40 per cento), a quelli regionali (-45 per cento). E’ quanto emerge dal Rapporto Pendolaria 2022 di Legambiente. Tanti i disagi che hanno vissuto i pendolari e gli studenti, per autobus e treni sovraffollati, in particolare sulle linee che da anni sono le peggiori d’Italia come Roma-Lido, Roma-Viterbo, Circumvesuviana e alcune tratte lombarde. Negli ultimi dieci anni poi – prosegue Legambiente – si sono ampliate le differenze tra le aree del Paese per la ineguale qualita’ del servizio.

Dal 2009 gli spostamenti nazionali in treno sono aumentati complessivamente di 46 mila passeggeri al giorno, ma con grandi differenze. Quelli sull’alta velocita’ sono cresciuti del 114 per cento, mentre quelli sugli Intercity sono diminuiti del 47 per cento, perche’, se l’offerta dei primi e’ cresciuta, quella dei secondi si e’ ridotta. Per cui i territori fuori dalle tratte veloci hanno visto ridurre le possibilita’ di spostamento. Anche tra le regioni sono aumentate le differenze. In alcune si registra addirittura un calo, come la Campania (-43,9 per cento), che aveva toccato il picco di 467.000 viaggi nel 2011 a circa 262.000 nel 2019, il Molise (-11 per cento, con al momento solo due coppie di treni al giorno sulla Termoli-Campobasso), l’Abruzzo (-19 per cento), la Calabria (quasi -25 per cento) e la Basilicata con un calo del 35 per cento. Mentre sono aumentati in Lombardia, Alto Adige, Puglia, Toscana. Il motivo e’ che, dopo i tagli nei trasferimenti delle risorse dallo Stato alle regioni per il servizio di trasporto, in alcune regioni si e’ deciso di investire per non ridurre il servizio, mentre in altre e’ stato ridotto e gli investimenti rinviati. E’ in particolare il Sud a soffrire i ritardi maggiori in termini di possibilita’ di spostamento nazionali e regionali, con meno treni, piu’ lenti e vecchi. In Sardegna le linee continuano a non essere elettrificate e non sono previsti investimenti, se non sull’idrogeno. 

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