Se non ci fosse il turismo, col fischio che cresce il Pil

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di Gigi Cabrino – Grazie ai servizi e in particolare al turismo i dati economici di questi mesi, pur con tutte le incognite legate all’aumento generale dei prezzi e alle tensioni internazionali, non sono negativi. Gli imprenditori stringono i denti e affrontano la crisi con risultati insperati. Confcommercio, tramite il suo ufficio studi osserva che “L’economia italiana continua a sorprendere con una stima di crescita del Pil nel secondo trimestre superiore alle attese (la nostra stima era di +0,5%). Il dato, che ci colloca tra i migliori in Europa (solo la Spagna tra i grandi Paesi ha fatto meglio) conferma, tra l’altro, l’importanza del turismo, e dei servizi in generale, nel rilancio dell’economia. Alla luce di questo dato, se confermato, una crescita nel 2022 anche superiore al 3% appare un risultato largamente possibile. In un biennio l’Italia crescerebbe di circa il 10%, recuperando la perdita del 2020. Su questa dinamica continuano però a gravare le incognite legate alla situazione internazionale (guerra, tensioni sulle materie prime, rallentamento dell’economia mondiale) e agli effetti della decisa crescita dei prezzi al consumo sui comportamenti delle famiglie”.

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