Se è l’intelligenza artificiale a controllare la nostra decrescita… “felice”

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di Fulvio Curioni – Nei centri commerciali sono vistosamente calati i prezzi dei televisori e di altri prodotti elettronici attestandosi a riduzioni del 40% annuo. Parimenti negli ultimi anni calano i prezzi dell’energia eolica pari al 70% ed anche dell’energia solare pari al 90% fino alla mappatura genetica, vale a dire una rappresentazione della distanza che separa i geni, basata sui dati di ricombinazione genetica calati del 98%.

Alla riduzione dei prezzi contribuiscono sia la crescita degli acquisti via internet capitanata dalla Cina, sia l’efficienza acquisita dalla automazione e dalla intelligenza artificiale. Le prime vittime paiono a breve i paesi in via di sviluppo che ancora oggi, forniscono ai paesi evoluti mano d’opera a minor costo. Destinata a perdersi grazie all’automazione, innescando nelle loro miserabili economie un ribasso di prezzi sia ai loro prodotti quanto alle loro materie prime e risorse naturali.

Le economie avanzate che negli scorsi anni hanno guadagnato nella produzione e nell’export, tra i quali il nostro paese, debbono confrontarsi per mantenere tale gap, con l’intelligenza artificiale in quanto ogni automazione che sostituisce i lavori ripetitivi a basso costo costringe questi paesi a riqualificarsi per stare a galla e non soccombere nei mercati.

Uguale sorte per le risorse naturali, logicamente meno impiegate essendo più efficiente il loro utilizzo derivante dall’applicazione della intelligenza artificiale. Il paradosso resta che l’intelligenza artificiale è stupida, poichè trova una unica strada vincente atta a risolvere ogni problematica ed in questo modo, puntando all’ottimale, all’eccellenza, rischia di fare sparire la libera concorrenza nel libero mercato.

Amazon, sia nel commercio elettronico, quanto nella logistica, ed ora sposando grandi catene distributive di generi alimentari, le GDO, disintegra la concorrenza creandone il monopolio aumentando quindi volutamente i prezzi dei prodotti, al fine di evitare la nascita di aziende o gruppi concorrenti nello stesso mercato, determinando quindi un monopsonio che rappresenta una forma di mercato esattamente speculare a quella del monopolio, poichè se il monopolio esiste nel momento in cui una unica impresa controlla integralmente l’offerta di un prodotto dirigendo quindi il mercato verso lo stato di massimo profitto per se stessa, la condizione di monopsonio esiste nel momento in cui una sola impresa controlla totalmente l’acquisto di un prodotto o di un servizio controllando quindi tutta la domanda di un bene o servizio.

Capita allora che un’industria attiva in una area economicamente depressa e dove assorbe gran parte dell’offerta locale imponga il suo massimo profitto a discapito dei consumatori controllandone offerta e domanda, e logicamente il prezzo. Dinamiche queste, da conoscere assimilandone i potenziali rischi al fine di un progetto di corretta crescita economica territoriale ed a beneficio delle persone e dei consumatori.

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