Ricetta Bonomi: Fisco modello spagnolo. Su Pnrr: Chissà come spenderà i soldi la Sicilia. Il gas: suicidio energetico

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“Sento sempre parlare di modello spagnolo, adesso abbiamo un ministro innamorato della Spagna, anche a me piace moltissimo, a partire dal cuneo fiscale. Fa comodo parlare di Spagna solo quando si parla di qualcosa ma prendiamo tutto il modello. Il cuneo fiscale della Spagna, forse il ministro non lo sa, è il 39,3% rispetto al 46% italiano e c’è una cosa bella: lo può fare domani mattina, non deve aspettare l’accordo con le parti sociali”.  Così il presidente di Confindustria Carlo BONOMI chiudendo i lavori di ‘Med Italy’, la giornata di dibattito e confronto organizzata dai Giovani industriali a Palazzo dei Normanni, a Palermo. 

 “La Blue economy è un’economia che per l’Italia potrebbe essere importantissima ma siamo distratti. Siamo distratti dalle concessioni balneari che inchiodano un Paese, siamo distratti da come verranno fatte le liste, dalla legge elettorale. Il Paese chiede il futuro e si sta pensando ancora al passato. Proporzionale o maggioritario? Abbiamo l’inflazione, dobbiamo spingere la crescita, abbiamo la recessione e teniamo il paese inchiodato a battaglie che capisco interessino alcune categorie ma non si può tenere fermo il Paese”. 

Se dovessimo interrompere la fornitura di gas dalla Russia ci condanneremo alla recessione, “è evidente, perchè purtroppo avremmo la necessità di intervenire sul razionamento del gas sull’industria, quindi per forza ci condanneremmo a un rallentamento, è inevitabile”.

“Sono preoccupato per quanto possa succedere nelle prossime elezioni in Sicilia. Mi preoccupa in particolare l’utilizzo dei fondi del Pnrr. Da decenni portiamo avanti una battaglia per modernizzare il paese e cancellare le disuguaglianze, ma finché andiamo avanti con bonus e provvedimenti una tantum la crisi continuerà a incidere, soprattutto su chi ha redditi più bassi”.

“Il suicidio energetico dell’Italia non è legato al conflitto in Ucraina, lo abbiamo fatto in 10 anni di scelte scriteriate. Noi oggi siamo costretti, famiglie e imprese, a pagare scelte politiche sbagliate di decenni. Ad esempio, dopo la fine del conflitto in Crimea nel 2014, la Commissione europea aveva chiesto ai paesi membri di dimezzare le forniture di gas russo: l’Italia le ha raddoppiate. Noi oggi dobbiamo cambiare il nostro mix energetico e ci troviamo a cambiarlo in una situazione molto complicata”. 

Immagine dalla pagina fb di Confindustria

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