Obbligo del Pos al via. Ma sanzioni non sono utili. Confesercenti: Abbattere i costi, non punire chi lavora

Lettura 3 min

 Scattano da oggi, 30 giugno, le sanzioni per commercianti e professionisti che non consentiranno ai propri clienti di pagare con Pos. Ma gli esercenti sono contrari e sottolineano che le multe non servono e sono inique per le Pmi: bisogna intervenire piuttosto sulla riduzione delle commissioni e dei costi, spiegano. Cosi’ come da Decreto legge 36 del 30 aprile 2022 del Consiglio dei ministri (Ulteriori misure urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza Pnrr), entreranno in vigore con 6 mesi di anticipo le disposizioni che, in caso di mancata accettazione da parte di esercizi commerciali, imprese e professionisti dei pagamenti con bancomat e carte di credito, prevedono una sanzione amministrativa di 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento. 

Secondo Confcommercio “non si puo’ pensare di incentivare i pagamenti elettronici attraverso il meccanismo delle sanzioni, quello che serve per raggiungere questo obiettivo e’ una riduzione delle commissioni e dei costi a carico di consumatori e imprese, anche potenziando lo strumento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dall’esercente, e introdurre la gratuita’ per i cosiddetti micropagamenti”. “Gia’ oggi – prosegue l’associazione – nel nostro Paese il numero di transazioni con carte di debito, di credito e prepagate e’ elevato con una crescita, nell’ultimo quinquennio, del 120% e sono oltre 4 milioni i Pos installati e attivi presso le attivita’ commerciali e di servizi. E’ dunque evidente che il nostro sistema dei pagamenti e’ gia’ in pieno sviluppo, ora va fatto di piu’ per modernizzare ulteriormente questo processo rendendolo piu’ efficiente e meno oneroso. Agire per via sanzionatoria per la mancanza del Pos non e’ certo la strada da seguire, andrebbe invece prorogata tempestivamente la misura istituita dal decreto “Sostegni-bis”, in scadenza a fine giugno, che dispone l’incremento del credito d’imposta sulle commissioni pagate dagli esercenti che adottano sistemi evoluti di incasso”. Sulla stessa linea Confesercenti che parla si un “provvedimento inopportuno e iniquo per le imprese piu’ piccole, per le quali il costo della moneta elettronica – soprattutto sulle transazioni di importo ridotto – e’ gia’ molto elevato: circa 772 milioni di euro l’anno, fra commissioni e acquisto/comodato del dispositivo”. Secondo Confesercenti con le sanzioni “non si limita dunque solo la liberta’ d’impresa, ma si introduce un ulteriore aggravio, visto che le attivita’ saranno ora costrette ad accettare pagamenti via Pos anche quando i costi sono eccessivi. Molte realta’ del commercio e dei servizi, infatti, sono caratterizzate da margini molto stretti, che rischiano di essere fortemente ridotti o addirittura azzerati dal costo delle commissioni. Per queste imprese, l’introduzione di sanzioni sembra un vero e proprio accanimento. Oltretutto – conclude – poco utile alla causa della moneta elettronica, la cui adozione continua da anni a crescere ininterrottamente: tra il 2014 ed il 2021, anche senza multe, i Pos nelle imprese sono piu’ che raddoppiati, passando da 1,8 a 4,1 milioni”. 

Foto di Clay Banks

Servizio Precedente

Il Senato si lamenta del potere dei burocrati. Ma se comandano è perché i partiti hanno masse di incompetenti. Votati da incompetenti

Prossimo Servizio

Panico a Berlino: stop al gas dall'11 luglio?

Ultime notizie su Economia