Milleproroghe, millecasini

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di Fulvio Curioni – Le commissioni affari costituzionali e bilancio della Camera hanno ormai licenziato il testo del decreto che approda in aula a Montecitorio per passare poi l’esame del Senato della Repubblica. Il tutto deve avvenire entro il primo marzo, quindi tempi strettissimi e privi di ulteriori modifiche. Le novita’ riguardano slittamento di tempo al 31 marzo per presentare la Cig Covid per quelle aziende che intendano utilizzare le settimane in piu’ previste dalla manovra 2021 trasmettendo all’Inps sia la nuova domanda quanto la trasmissione dei dati necessari a pagamento e saldo scaduti il 31 dicembre scorso nei termini.

Prorogata inoltre la scadenza al 30 aprile prossimo per poter utilizzare la forma lavorativa dello smart working nel settore privato ad ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza di accordi individuali. Per le aziende la possibilita’ civilistica di approvare il bilancio d’esercizio 2020 optando per i 180 giorni dalla data di chiusura del bilancio e quindi la problematica che questa opzione mette in campo, ossia quella di slittare l’esame da parte del Mef dei requisiti utili a erogare i ristori previsti dall’Europa per tali realta’ economiche, seppur in presenza della fatturazione elettronica in atto ed atta a formalizzare i costi ed i ricavi delle aziende stesse.

Il bonus vacanze viene prorogato di altri sei mesi e quindi dal 30 giugno passa all’intero anno. Si tratta di uno sconto che varia dai 150 ai 500 euro a seconda della composizione del nucleo familiare, destinato ai nuclei con isee fino a 40.000 euro. Ampliata purtroppo la platea ai cosiddetti precari della PA che possono stabilizzarsi, per coloro che abbiano maturato almeno tre anni di contratti non continuativi negli ultimi otto, vedremo come Brunetta riuscirà nella impresa di ridurre l’impatto economico sul nostro debito pubblico da parte di questo pachidermico sistema improduttivo e basato solo sull’infimo rapporto tra politica e consenso maturato anche attraverso questi meschini meccanismi statali, ricordanti i parassiti di Migliana memoria.

Va da sè allora in questa malalogica, anche il rafforzamento previsto di ulteriori assunzioni per lavorare al recovery fund presso il ministero delle finanze, presso Tar, Consiglio di Stato, Avvocatura e giustizia amministrativa, e la domanda sorge spontanea: ciò significa come ad oggi, il personale presente non sia in grado o non possa o non voglia produrre adeguate risposte ad una esigenza quale il recovery fund osannato a parole ma nei fatti ancora ben lontano dalla sua struttura progettuale, con buona pace di tutti.

Rimangono bloccati gli sfratti al 30 giugno, in attesa di una probabile stangata a doppio effetto sia sui proprietari quanto sugli inquilini in affitto. Il servizio di maggior tutela in campo energetico resta ancora vivo e vegeto, alla faccia dei consumatori che ancora una volta vedranno in questo milleproroghe i loro maggiori risparmi finire in fumo, visto che il rinvio di ulteriore anno alla applicazione di tale mercato , viene prorogato ad inizio 2023.

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