Manovra, più tasse (sulle mestruazioni e i bambini) e meno pensioni. Pannolini e sigarette più care, peggiorata la Fornero. Come fare cassa nella Terza Repubblica

25 Ottobre 2023
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Alla fine, con buona pace di tutte le promesse elettorali, questo è il Governo Meloni: più tasse e meno pensioni”. Così Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva – Il Centro -Renew Europe su X commentando la bozza di disegno di legge di Bilancio.

Dalla bozza che circola emerge l’esistenza di un nuovo partito in Italia: ‘Fratelli d’Imposta’”. Così su X il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli. 

 “Il grido d’allarme lanciato dal presidente Decaro sui tagli ai bilanci comunali contenuti nella prossima legge di bilancio devono preoccuparci tutti. Tagliare risorse ai comuni significa ridurre i servizi per tutti i cittadini. I sindaci hanno il mio massimo sostegno”. Lo dice la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini, vicepresidente della Commissione Affari sociale e sanità del Senato, a Genova, all’assemblea dell’Anci. “Bene la cancellazione dell’abuso d’ufficio. È una norma per noi importante, che ci vede d’accordo – aggiunge Sbrollini – ma che diventa inutile se poi si riduce i fondi per le amministrazioni. I tagli, unità alla riduzione del fondo perequativo, rischiando di mettere in seria difficoltà i comuni più deboli e quindi i cittadini che già usufruiscono di minori servizi”. 

“Non solo l’aumento della cedolare secca, che inciderà sugli affitti. Approfondendo la legge di bilancio si scoprono altri balzelli, come l’aumento della tassa sulle plusvalenze, che vale anche per le compravendite immobiliari. In sostanza, chi rivenderà un appartamento , ottenendo una plusvalenza, pagherà più tasse”. Lo dice la senatrice Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva. “Chissà che nelle prossime ore non spuntino altre stangatine sulla casa. Resta il fatto- aggiunge Paita- che questo governo, dopo aver promesso la riduzione della pressione fiscale, si è inventato nuove tasse, andando a colpire proprio la casa”.

 Sono 21 milioni in Italia le donne in età fertile che ogni mese hanno bisogno di assorbenti e tamponi, e nel corso della vita ciascuna ne utilizza fino a 12mila. Se ogni confezione costa circa 4-5 euro, e una al mese di solito non basta, alla fine dell’anno la spesa si aggira tra i 130 ei 150 euro. Con il raddoppio dell’Iva su questi prodotti igienici – che secondo la bozza della manovra 2023 tornerà al 10% – l’imposta peserà per circa 15 euro l’anno, con un aumento dunque di 7,5 euro circa, rispetto all’attuale Iva al 5%. Contro la cosiddetta ‘tampon tax’, per ridurre il prezzo degli assorbenti femminili era stata stata una condotta importante negli ultimi anni, riuscendo a ottenere l’abbassamento dell’Iva dal 22% al 5%: “Ora si riavvolge il nastro indietro – denuncia all’Adnkronos Salute Silvia De Dea, una delle fondatrici di ‘Onde rosa’, collettivo che si è fortemente battuto per questa causa, raccogliendo in una petizione ben 800mila firme.

“Dopo un anno, dopo che si era dato tanto spazio e attenzione al tema, si era investito molto in questa battaglia ci troviamo di nuovo a fare un passo indietro. Tra l’altro in un momento in cui non è problema solo simbolico perché l’inflazione ei prezzi schizzano, e le donne vengono così penalizzate doppiamente”. “Tra l’altro il passo indietro – sottolinea – arriva da un governo che dà tanta attenzione al concetto di famiglia, ma che poi, quando c’è da tagliare, cominciano dal fondo della piramide, penalizzando le donne, ma anche le madri e le famiglie, visto che l’aumento dell’Iva riguarderà anche prodotti dell’infanzia. Chiediamo invece che si inizi a dare più attenzione a chi in questa piramide ci sta sempre. Questo Governo – conclude – ci dica da che parte vuole stare: prima ci ha dato il contentino, riducendo l’Iva, e poi appena si deve fare cassa tutto passa in secondo piano e le esigenze delle donne e delle famiglie non sono più prioritarie”.

 “Il Governo ha un talento straordinario nel rimangiarsi le promesse. La scelta di aumentare l’Iva per i prodotti per l’infanzia e gli assorbenti, infatti, va nella direzione opposta a quel che dichiara. Il tema non è portare dal 5% al ​​10% l’Iva su tali prodotti perché i prezzi non sono diminuiti, anzi sono aumentati, dato che la maggior parte dei commercianti non ha ridotto i listini al pubblico. prezzi”. Ad affermarlo la Presidente di Adoc nazionale, Anna Rea. “Si tratta di una brutta notizia per un Paese in cui la natalità è un grave problema per il futuro. In un quadro economico per le famiglie già disastrato dal caro vita, crescere i figli costa: solo per l’acquisto dei pannolini, le famiglie spendono mediamente in un anno 726 euro l’anno a figlio; per gli alimenti per bambini si sono registrati nel corso del 2023 con un aumento del 15,2%”, spiega ancora la Presidente dell’Associazione dei Consumatori. “Ci auguriamo che il Governo non sia miope e faccia marcia indietro, attivando tutte le misure per rendere effettiva la riduzione dell’Iva e, soprattutto, si impegni concretamente a calmare tutti i prezzi dei prodotti per l’infanzia e la cura monitorando a livello territoriale con le strutture che noi stessi consumatori abbiamo proposto da tempo e dotando di potere di intervento il Garante dei prezzi”, conclude Anna Rea. 

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