ll giallo del tesoro russo: dove si trova ?

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di Luigi Basso – In questi giorni moltissimi media occidentali si sono dedicati a descrivere la composizione delle riserve della Banca Centrale Russa.
Tutti i media concordano sul fatto che le riserve della BCR sarebbero in gran parte detenute dagli occidentali.
Per esempio, Reuters stimava in un recente approfondimento che circa la metà delle riserve russe sarebbero nelle mani di USA, UK, Germania e Francia (https://www.reuters.com/markets/asia/sanctions-shock-and-awe-reverberates-beyond-russia-2022-02-27/); in una intervista al Corriere della Sera, un analista americano ha raccontato che il blocco delle riserve russe causerà il tracollo della società russa (https://www.corriere.it/esteri/22_febbraio_28/ian-bremmer-una-minaccia-seria-come-cuba-1962-serve-via-fuga-dall-escalation-49315106-9861-11ec-899b-30de360aaa79.shtml); Fortune Italia racconta oggi che le riserve russe sono raddoppiate dal 2014, ma che questa strategia servirà a poco, in quanto la metà di questo tesoro è detenuto in Occidente (https://www.fortuneita.com/2022/03/03/ecco-come-il-blocco-delle-riserve-estere-congela-il-forziere-di-putin/).


In questa narrazione chiarissima e granitica, sono tuttavia calate come una colata di piombo fuso le parole che il Premier Draghi ha usato martedì 1 marzo in sede di replica in Senato alle Comunicazioni sul conflitto russo-ucraino.
Le riportiamo testualmente riprese dalla trascrizione pubblicata sul sito del Governo dove è possibile ascoltarle anche nel video al minuto 6:50.


“Man mano che andiamo avanti, vediamo certe azioni: per esempio, le riserve della Banca centrale russa sono state aumentate sei volte dall’invasione della Crimea a oggi. Perché in quell’occasione effettivamente ci fu una grossa difficoltà. Come si fa di solito, alcune sono state lasciate in deposito presso altre banche centrali in giro per il mondo e altre depositate presso banche normali. Non c’è quasi più nulla, è stato portato via tutto. Queste cose non si fanno in un giorno, si fanno in molti mesi. Quindi non ho alcun dubbio che ci fosse molta premeditazione, molta preparazione.” (https://www.governo.it/it/articolo/comunicazioni-sul-conflitto-russia-ucraina-la-replica-del-presidente-draghi-senato/19297)
Ognuno tragga le sue conclusioni, ma se il nostro Premier ha ragione (e non c’è motivo per dubitarne, visto che parlava in Parlamento), la faccenda russa sta assumendo proporzioni che l’Occidente neanche immagina.

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