L’imprenditore: Son tutte balle, non ci danno i soldi. Le banche navigano nella nebbia. Le pratiche tornano a Roma

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di Stefania Piazzo – Andiamo per ordine sparso. La cassa integrazione per chi non lavora da marzo arriverà se tutto va bene, a maggio. L’altro giorno i consulenti del lavoro che stanno premendo per accelerare i tempi si sono beccati un “non fate terrorismo” dal sottosegretario alla partita.

Arriva poi il capo dell’Abi a dire che i soldi ci sono. Ma chi li ha visti?

Gli aiuti alle imprese attraverso il canale delle banche “è un altro disastro da repubblica fondata sull’ottusità delle procedure. Siamo il terzo mondo della burocrazia, della macchinosità cervellotica fatta sistema”, ci racconta Beppe D’Onofrio, imprenditore lombardo. “I finanziamenti oltre i 25mila euro le banche non hanno elementi i mano sufficienti per erogarli. Capisce bene che viviamo di annunci e mangiamo aria – spiega a lanuovapadania.it -. Oltre i 25mila euro i moduli sono sì arrivati da Roma ma non è che compilate le carte te ne esci con il finanziamento salva-impresa. Tutto torna indietro e fa il giro dei soliti uffici. Insomma, la banca deve istruire la pratica come se fossimo in tempo di pace e non di guerra, pratica che va a supporto della richiesta e inviato a Roma. Siamo a posto. Ci fottono un giorno sì e l’altro pure”.

Insomma, i 25mila euro non sono pronti, oltre i 25mila euro la pratica va a Roma. “Il problema è che siamo fermi, le attività sono chiuse, e parliamo soprattutto di una crisi che andrà ad ammazzare le aziende non patrimonializzate. Parliamo dei piccolo commercianti, degli esercenti, delle attività a conduzione familiare o con qualche dipendente. Annunci, soldi zero, le banche non sanno come erogare i fondi e dove lo sanno, c’è il muro della burocrazia che ti tratta come uno schiavo che pretende di tornare libero. Le partite Iva, le piccole imprese, cosa faranno? Le difficoltà vanno oltre l’immaginazione. La crisi è infinita. Non diciamo nulla di nuovo ma la ripresa deve avere una sostenibilità effettiva.

“Io parlo da imprenditore, La cosa importante oggi come oggi è dare risposte concrete, non c’è né la sinistra né la destra. Occorre avere politici capaci. Ma averne…”

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